Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/38

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2o De la Caccia Jià Attento a lòccafione di farne vn fignalato, Smottai cólpo: fatto cènno di ferì rè, & incontanente in maggior ditela falitò prende nona Aeterminatione di ligarlo con le acute vngbié ò per la te fi a, o per lo collo in luogo, doue non pojfà effer da l airone ferito: il quale fretto a gufa di tanaglia conuiene a feto malgrado effer, dirò cosi, (ir affinato da quella fuprema altezza de l’aria fin’a la terrai qutui datogli fide cèffi da quelfalcóni eroiche con più ragione fàgiudiciò doue puff a cadere,&fubttó cacciato il becco de tairone^ tn terra fògli fa vn ottimo, & artificiò(o piacere 3 come più di flint amente vi dirò poi. & tutti qvieflifilatoi, chequi bò narrati, fono veduti, & gufati dagli affifienti in ogni parte, fenzà pèrderne pur vn picciolpunto: perchè fi fuffb piena di gente la campagna— i,tutti n’hauranno parte del folaz$o. Hor quefa,Signore,non vi par cacete, chefuperi qualunque altrui SIG. Gl AC. [Quanto più mi bautte con gr ài lofio, & euidente modo dirnoflrato ilfilaz$p di queHa diletteHólt cacci as, tanto maggiormente mihauete accefio il defideno d’intenderne più particolarmente di lei. tanto pinchi quantunque il vofiro fioUzgo pofia d’indùftrtafiperar il mio, non voglio però credere, che, doue vi entra la patienza,^ difficoltà maggiore,mi non fa vn certo diffrezgp de le coffe, ancorché diletteuolì, & rare. Hor Falconie- dit emi vn poco y non egr aue pàtienzgi, & firn furato trauaSitf tra° d ’ antmo ^^o del falcomero,quando ridotto con granivano, & dtffima fatica il falcone a mrubrl perfcttion<La, vn giorno KggSu. * l ’ lm F om f° °fiinato,er colerico pei mimmo ff ucen bauuto