Pagina:Codroipo - Dialogo de la caccia de' falconi, astori, et sparvieri, 1614.djvu/99

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De’ Falconiere. Si tonofeer, (d$r incarnar in e fio. quando poi fono ben afeiutti de le penne, & in efi’er di cauarfuori, fi pigliano la notte.* a l’oscuro 3 (gfi con ogni maggior defìr ez$a~> fi pongono loro t getti col guinzaglio, & con la lunga.poi fi mette il capei letto 3 (efi i fonagli 3 (djr fi aggiungono loro anco le braghetta pofiefiotto l’ali coi cordoni di fita~» 3 ouero di cuoio fiottili ap~ poggiati da la braghetta al getto con quella mifiura, che pare a lo (ìruzgiero di laficiar Antecedo atto 3(0?- libero al ’-volare, gjrquefio fi fa, a ciò che ne lo fungere c-ol pugno dietro la _* preda, lo fiarutero non pigli qualche finiflro ne legambes, coficie youero anckc^i<& fio fio ne lafcbiena _» s quando fono paijjati da chi non molto ne sci. ma ben giudico io, che chi paifi a con -un poco di giudtao 3 & con li fi anneri liberi da quefio trauaguOichan ne le ali, qua firn tutta la-’vita^, Jia molto meglio, ((figli ’uccelli <voLmo, più gagliardi affai, pur bifogna, che tutti ji Jodtsfacciano del parer loro. Miu> per tornare al modo di par piaceuoli, & metter in paijj cu» gli <-u ocellifopradetti, dirò quejlo 3 che facil co fa è render piacerle runo (firmerò nidafio: perchè ne la stanza nelpafeerLo è fatto di giàmezp amico de thuomo. poi nonfìhà deu* tentar altro 3 che far lo beccar ficuro a la pr e fenici degli h uomini, del cane3 che fihà a paijjare. & perchè ne* principi^ fimofirerà altiero, & 1 Juperbo, bifognerà per ciò a poco a poco } dandoghgiornalmente pafii liquidi,fargli riconofcere chi glifà piacere. poi quando fi ‘-vede beccare fieramente ) & finza penfiero, fi mette m pertica col fio panno lino fiotto >a ciò che dibattendo non fifaccia alcun male,ma ritorL ni