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ODE DI CATULLO

SU LE NOZZE DI GIULIA E DI MANLIO

TRADOTTA IN CANZONE

DALL’AB. L.... L....


O Tu che ’l poggio ombroso
     Abiti d’Elicona
     Gentil prole d’Urania,
     Per cui si tragge, e dona
     5La verginella al destinato sposo;
     O Imeneo Imene,
     Imene o Imeneo.
T’avvolgi al crine intorno
     Be’ fior colti allo stelo
     10Dell’odoroso amaraco,
     Togli ’l fiammante velo,
     E ’l bianco piè di giallo socco adorno;
     Quà pien di gioja, e festa,
     Quà per venir t’appresta.
15E in te giorno sì ameno
     Estro febèo destando,
     Canta in suon dolce armonico
     Nuzial inno, e danzando
     Percuoti de’ be’ piè l’umil terreno,
     20Scuoti con man la face
     Di pin chiara, e vivace.
Poichè a Manlio sua fede
     Giulia promette, e a lui
     Tal và qual venne a Paride
     25Ne’ gran litigj sui
     L’alma Ciprigna, che in Idalio siede;
     E a lei buona, felici
     E buon ridon gli auspici.