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EPITALAMIO DI CATULLO

PER LE NOZZE DI GIULIA E MANLIO

TRADOTTE DALLO STESSO


Coro di Giovani.


Fiammeggia Espero in Ciel; sorgete omai
     Garzoni; i rai sì lungo desiati
     Egli ha levati al fin su l’Emispero:
     Or sì nel vero in piè tempo è levarsi;
     E dilungarsi dalle opime mense
     Or or conviense; come vien la bella
     Sposa novella, e ad Imeneo dir lde;
     O Imeneo Imen, vienne Imeneo.

Coro di Vergini.


     Vedete de’ garzon l’emulo coro?
     Incontro a loro, verginelle, andate:
     Certo levate ha le sue fiamme d’Eta
     Fuore il pianeta, che di notte è duce.
     Ecco sua luce: or che più starne in forse?
     Ve’ come sorse quel drappello a fretta?
     Sorge, s’affretta, e non per nulla: in versi
     Degni a vedersi scioglieranno il canto.
     O Imeneo Imen, vienne Imeneo.
I Giov. Dura palma, o compagni, è a noi proposta:
     Or la composta sua canzon membrando,
     E rintracciando van le verginelle;
     Nè in van son elle sì pensose, e intente.
     Versi hanno a mente assai di viver degni:
     Noi nostr’ingegni, e nostri sensi ’ntanto
     Volti dal canto ad altr’oggetti avemo: