Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/204

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sua donna, la quale seguitò lui in combattere con li prossimi popoli, e xlɪɪ anni tenne quelle parti in guerra, non contenta de’ termini che li avea lasciato Nino suo marito; ma ancora acquistò l’Etiopia, e fe guerra all’Indi che mai non fu alcuno che facesse lor guerra, se non essa et Alessandro di Macedonia. Questa fu sì ardente in lussuria che perciò fece molti stupri et omicidi: imperò che quelli, che ella tenea un tempo, poi li uccidea: et alla fine prese uno suo figliuolo, nato d’adulterio, per marito; et allora per escusarsi, fece legge che ognuno potesse contrarre qualunque matrimonio volesse, perchè l’altre la seguitassono et ella fosse fuori di biasimo. Questa Semiramis accrebbe Babilonia e murolla di mattoni, secondo che dice Lucano, et una volta ricoverò Babilonia che si rebellava, con la treccia mezza al capo avvolta, e l’altra giù per le spalle per fretta, come era quando il messo le venne: et andata al soccorso in cotal modo e non acconcia altrimenti, la ricoverò; e però fu fatta in Babilonia una statua per lei in quell’atto, che era quando la ricoverò. L'altra è colei, che s’ancise amorosa. Ora dimostra l’altra, la quale dice che fu Dido reina di Cartagine che s’uccise per amore, come dice Virgilio nel quarto dell’Eneida. E ruppe fede al cener di Sicheo; perchè non li tenne castità come avea promesso al cener del corpo di Sicheo marito suo, come finge Virgilio. Questa fu la reina Dido di Cartagine, la qual venne di Tiro per paura di Pigmaleone suo fratello, che per avarizia del fratello, ovvero del tesoro e del regno uccise Sicheo marito di Didone; onde manifestato in visione a Didone la morte sua, la confortò che dovesse fuggire col tesoro ch’elli aveva nascoso 1, manifestatole il luogo dov’era. Ond’ella prese il corpo suo et incenerollo, e mise la cenere in uno suo vasello 2 e prese il tesoro. Con quelli cittadini che la vollono seguitare, montò in su la nave ch’era apparecchiata nel porto per altra cagione, e pervenne in Affrica, e comperò dal re Giarba tanto terreno, quanto potesse girare uno cuoio di toro, e fatto filare li peli e tagliare lo cuoio sottilmente, circondò grande parte di terreno e fece la città, che fu chiamata Cartagine da carta che significa cuoio in quella lingua, e giurò al cener di Sicheo che avea portato seco, e fattoli in onore uno tempio, e sacrificatoli come a suo ldio che mai non si mariterebbe. Ma poi per più anni, come pone Virgilio, Enea troiano che navicava 3 in Italia fu menato dalla fortuna a Cartagine, onde Dido s’innamorò di lui, e tennelo seco un pezzo, poi Enea se ne venne in Italia, ond’ella per lo dolore si uccise; e per tanto l’autore la pone in questo secondo cerchio, perchè morì per amor

  1. C. M. avea appiattato, manifestato il luogo
  2. C. M. in uno vagello
  3. C. M. navicava per mare