Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/286

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C A N T O   IX.




1Quel color, che viltà di fuor mi pinse,
    Vedendo il Duca mio tornar in volta,
    Più tosto d'entro il suo nuovo ristrinse.
4Attento si fermò com'uom, ch’ascolta:
     Chè l'occhio nol potea menare a lunga
     Per l'aere nero, e per la nebbia folta.
7Pure a noi converrà vincer la punga,1
     Cominciò el: Se non.., tal ne sofferse...
     Oh quanto tarda a me, ch'altri qui giunga!2
10Io vidi ben, sì com'ei ricoperse
     Lo cominciar con l'altro, che poi venne,3
     Che fur parole alle prime diverse.
13Ma non di men paura il suo dir dienne:
     Perch'io traeva la parola tronca,
     Forse a piggior sentenzia, ch'e' non tenne.
16In questo fondo della trista conca
     Discende mai alcun del primo grado,
     Ch'à sol per pena la speranza cionca?

  1. v. 7. Punga: pugna trasposto l’n come in vegno, cigne, per vengo, cingo e simili. E.
  2. v. 9. Tarda a me: sembra tardo a me. E.
  3. v. 11. C. M. Il cominciar