Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/294

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questa figura e mai non li avesse dato quello che fu propio di Virgilio, non sarebbe stata buona poesia, perchè non avrebbe avuto verisimililudine. Puossi ancor dire che in questo modo si salvi la fizione di Dante pigliando la sensualità di Dante insieme con la ragione inferiore; e dicendo che Dante finga che vedendo che la ragione superiore, significata per Virgilio, che non potea acquistare conoscimento di quel ch’era dentro alla città, ch’elli finge che li serrasson le porte, il qual serramento significa difficoltà et ostacolo, ritorna in verso Dante; cioè alla ragione inferiore e sensualità, crucciandosi della sua impotenzia. E per questo la ragione inferiore e sensualità significata per Dante impaurisce di rimanere impedita, e non potere compiere lo suo proponimento; ma poi la ragion superiore caccia l’ira, sperando nella grazia di Dio; e per questo finge che l’angelo li vegna ad aprire la porta; e benché l’autor finga queste cose in uno punto, deesi intendere che fosse successivamente. Potrebbesi ancor dubitare come andò la sensualità di Dante a queste cose. A che si può rispondere che quanto al vero non v’andò, se non la sua ragione; ma la sua poesia 1 finge per sì fatto modo, che pare che andasse ancora la sensualità, ponendo tutte queste cose sensibili, come appare nel testo. Seguita: Attento si fermò; Virgilio, com’uom, ch’ascolta; poi ch’ ebbe posata l’ira: Chè l’occhio nol potea menare a lunga; rende la cagione perchè ascoltava: imperò che non potea vedere, Per l’aere nero, e per la nebbia folta. Ecco la cagione del non poter vedere; e benché l’autore finga l’aere nero essere per tutto l’inferno, che significa ignoranzia, più quivi che nelli luoghi passati, perché quivi puniscono i più gravi peccati, sicché v’è maggiore ignoranzia: quivi nel pantano ove era la nebbia, si punisce ira et accidia, come detto fu di sopra. Pure a noi; cioè a me Virgilio, e a te Dante, cominciò a dir Virgilio: converrà vincer la punga; et è qui metatesi, figura di grammatica, per la quale si trasmutano le lettere per la rima, o forse quello che noi diciamo pugna altro linguaggio dice punga; cioè la gara. Cominciò el, cioè Virgilio, Se non.., tal ne sofferse... Questa è una orazione imperfetta secondo il grammatico, che non à verbo principale; ma ella si dee supplire in questo modo; cioè se non la vinceremo per noi, tal ne sofferse; cioè sostenne pena; e questo fu Cristo nostro Salvatore, che ce la farà vincere. E detto questo, soggiunse una orazione perfetta: cioè: Oh quanto tarda a me; cioè al mio parere: però chi aspetta, sempre li appar troppo 2 indugiare, ch’altri qui giunga; cioè l'angelo il quale dee venire a fare aprire la porta; e per questo

  1. C. M. ma la sua ragione finge
  2. C. M. però che chi aspetta, sempre li pare troppo