Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/298

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254 i n f e r n o   ix. [v. 31-42]

alle tempie intorno, come le femine portano li capelli. Qui manifesta Dante, perch’elli riguarda 1 alla cima della torre, avendo sospetto di quelli ch'avea detto innanzi Virgilio cap. viii; cioè: Qual ch'alla difension dentro s’aggiri, e come vide tre furie infernali come sono descritte nel testo; e qui nota la fizione poetica. Dicono i poeti che Acheronte fiume infernale, del quale fu detto di sopra, generasse della Notte tre figliuole; cioè Aletto, Tesifone, e Megera, e queste dierono per donzelle a Proserpina reina dell’inferno, sicché ella le à sempre tenute al suo servigio, e mandatele nel mondo, come finge Virgilio, a commuovere le discordie; e perchè li autori non finsono queste cose invano, è da vedere quel che intesono, e quel che intese Dante. E prima, i poeti intesono che queste sono quelle che fanno perturbare le menti de’ peccatori che peccano per malizia: chè a quelli che peccano per incontinenzia 2 non sono necessarie; e però per comune vocabolo le chiama furie, perch’elle fanno perturbare la mente: furia tanto è quanto perturbazione di mente. E ben nascono d'Acheronte che significa sanza grazia, come detto è di sopra cap. primo: chè quivi ove sono, non è la grazia di Dio; e similmente nascono della Notte che significa ignoranzia, e chiamasi la prima Aletto che vuol dire non riposevole: imperò che questa si pone per li mali pensieri che sempre molestano la mente; l’altra si chiama Tesifone; cioè voce supposita, ovvero voce d’ira, e questa si pone per le male parole che escono della bocca; la terza si chiama Megera; cioè maggior tempesta, e questa si pone per le male operazioni. Fingonsi in forma di femmine, perchè i nomi si convengono a femmine; cioè mala cogitazione, mala operazione, mala locuzione; sono sanguinose perchè da loro nasce ogni crudeltà; sono cinte di serpenti perchè inducono fraude et inganni, e con quelli si fortificano; ànnone treccie al capo, perchè ogni loro principio viene da inganno; sono date a Proserpina; cioè alla superbia: imperò che Proserpina s’interpetra sotto intrante di lungi; e così fa la superbia, che da lungi sotto entra eziandio nelle buone opere, non che le cattive; sono dette vergini perchè sono sterili d’ogni bene. Queste vanno a tentare et a inducere la malizia nel mondo: imperò che ogni male nasce dal mal pensieri, dal mal parlare, e dal male operare; queste appariscono in su la cima della torre, che significa arroganzia, perchè sono donzelle della superbia; e vogliono impedir Dante perchè non entri nella città, e perchè nol possono impedire per sè; cioè per loro medesime, chiamano aiuto, come apparirà di sotto.

C. IX— v. 43-48. In questi due ternari l’autore nostro finge

  1. C. M. riguardò
  2. C. M. per innocenzia