Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/327

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nata, lo quale publicamente approvava la sua eresia e dispregiava l’inferno, per ch’elli dicea che non era nè paradiso, nè purgatorio, nè inferno. E l'animose man del Duca e pronte: cioè di Virgilio, Mi pinser tra le sepolture a lui; cioè a messer Farinata, Dicendo: Le parole tue sien conte; parla apertamente e ordinatamente. E per questo vuol dimostrare che da franchezza e prontezza d’animo viene andare a parlare con li suoi avversari, e però l'ammonisce che le parole sue sieno conte, acciò che non escano del modo come suole alcuna volta fare l’odio; e questo è quanto al testo. Allegoricamente è, che con li eretici si vuol parlare apertamente et ordinatamente, sì che non abbino afferratoio alcuno, e che l’uomo non dee andare a parlare con loro, se non è mandato dalla ragione; cioè se non vi va bene informato della ragione.

C. X — v. 40-51. In questi quattro ternari l’autor nostro finge, il ragionamento ch’elli ebbe con messer Farinata, nel qual ragionamento induce e improverò l’uno all’altro delle parti, onde dice: Come io; cioè Dante, a piè della sua tomba fui, Guardommi un poco; messer Farinata per riconoscermi, e poi quasi sdegnoso; et in questo mostrò la sua superbia, Mi dimandò: Chi fur li maggior tui; cioè li antichi tuoi? Io, ch’era d’ubbidir desideroso; cioè a Virgilio che m’avea detto: Le parole tue sien conte, Non gliel celai; ma tutto gliel apersi. L’antico di Dante fu messer Cacciaguida del Sesto di Porta Sampiero, et ebbe due fratelli; cioè Moronto e Eliseo, et ebbe donna che fu di Val di Pado, e di quindi furono detti 1 quelli di Val di Pado, et ebbe uno figliuolo che fu chiamato Allighieri che fu bisavolo di Dante, e di quindi furon detti li Allighieri di Val di Pado, e il padre di Dante ebbe nome Aldighiero. Or questi furon guelfi, gentili uomini et ebbono sempre buono stato nella loro città, sì che voleano che Firenze si reggesse sotto governo e reggimento comune e popolare; onde 2 sopra avvenendo le parti de’guelfi e de’ ghibellini nella città, cominciarono a tiranneggiare per occupar la signoria, a fine di cacciar l’un l’altro; onde li Uberti, li Abbati, Lamberti con altri lor seguaci e capi di parte ghibellina e nobili e popolari, cacciarono fuori i guelfi et i lor seguaci, tra’ quali furono cacciati li antichi di Dante, vivente et operante a ciò messer Farinata ch’era capo della parte ghibellina. E poi che furon ritornati in Fiorenza per conci 3 et accordi, come è usanza, anche un’altra volta furon cacciati, onde ritornando poi quella seconda

  1. C. M. funno ditti li discendenti quelli
  2. C. M. onde avvenendo che i guelfi di Fiorenza occuponno la signoria et incomicionno a tiranneggiare. Mossensi li Uberti, li Abati, li Lamberti et altri casati ghibellini, coi quali funno li populi che caccionno li guelfi fuori e i lor seguaci, e così caccionno li antichi di Dante,
  3. C. M. concie