Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/362

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318 i n f e r n o

49Oh cieca cupidigia e ria e folle,1
      Che sì ci sproni nella vita corta,
      E nell'eterna poi sì mal c’immolle!
52Io vidi un’ampia fossa in arco torta,
      Come quella, che tutto il piano abbraccia,
      Secondo ch’avea detto la mia scorta:
55E tra il piè della ripa, et essa in traccia2
      Corrien Centauri armati di saette,
      Come solean nel mondo andare a caccia.
58Vedendoci calar ciascun ristette,
      E della schiera tre si dipartiro
      Con archi et asticciuole prima elette:
61E l’un gridò di lungi: A qual martiro3
      Venite voi, che scendete la costa?
      Ditel costinci, se non l’arco tiro.
64Lo mio Maestro disse: La risposta
      Farem noi a Chiron costà di presso:4
      Mal fu la voglia tua sempre sì tosta.
67Poi mi tentò, e disse: Quelli è Nesso,
      Che morì per la bella Deianira,
      E fe di sè la vendetta elli stesso.
70E quel di mezzo, che al petto si mira,
      È il gran Chiron, il qual nudrì Achille:
      Quell’altro è Folo, che fu sì pien d’ira.
73D’intorno al fosso vanno a mille a mille,
      Saettando qual’anima sì svelle
      Del sangue più, che sua colpa sortille.5

  1. v. 49. C. M. cupidigia, ria e folle,
  2. v. 55. Traccia; investigazione, perquisizione. E.
  3. v. 61. C. M. da lungi:
  4. v. 65. C. M. da presso:
  5. v. 75. Dal sangue