Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/372

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328 i n f e r n o   xii. [v. 46-66]

ca la ragione, e ria e folle; cioè rea e stolta, perchè fa l’uomo reo e stolto. Et altro testo dice: et ira folle; questo dice a differenzia dell’ira per zelo, la quale è buona e savia, l’altra è ria e stolta, Che sì ci sproni; cioè molesti, nella vita corta; cioè nella vita mondana che è brieve, anzi brevissima a rispetto dell’altra, che è eterna, E nell’eterna; cioè vita, poi sì mal c’immolle; cioè ci bagni! Imperò che dopo questa vita, eternalmente lo peccato della violenzia è punito poi nell’altra vita, secondo la fizione dell’autore, nella fossa del sangue bogliente. E per non avere ardire di questo peccato altro 1, vederemo qui che è violenzia, e quante sono le sue spezie e quante le sue compagne e figliuole e li rimedi a sì fatto peccato. E prima, violenzia è forza fatta et usata a danno e male altrui, e nasce questa da cupidità, e cupidità nasce da superbia; e però finge l’autore che sia punito dentro dalla città Dite. E sono tre specie di violenzia, come è mostrato di sopra; cioè violenzia contra il prossimo, contra a sè medesimo, e contra Dio: violenzia contra il prossimo è in due modi, o contra la persona del prossimo o contra le sue cose; contra la persona, o con battiture, o con ferite, o con morte; contra le sue cose, o con disfacimento, o con mordio 2, o con ruberia. E però le compagne della violenzia nel prossimo e sue cose sono ria 3 battaglia, flagellazione, spargimento di sangue, rapina, incendio e ruina; e sue figliuole sono villania, dolore, povertà, morte; li rimedi di questo vizio, quanto all’agente, sono mansuetudine, pace, remissione, considerazione di sè medesimo; e quanto al paziente, sono cautela, forza e fuga, e tutte queste cose tocca l’autore nel testo, come appare ne’ suoi luoghi. Io vidi; cioè Dante, un’ampia fossa in arco torta; questo dice perchè era tonda secondo lo primo giron del vii cerchio, e però dice: Come quella, che tutto il piano abbraccia; in circuito, Secondo ch’avea detto la mia scorta; cioè Virgilio. E questa pena è conveniente a sì fatto peccato: imperò che degna cosa è che coloro che sono spargitori di sangue, bollano nel sangue. Et allegoricamente s’intende di quelli del mondo che continuamente bollono nel sangue per accendimento d’ira, e così vanno accompagnati da Bellona, che significa spargimento di sangue, che fingono i poeti che vada per la battaglia con forze sanguinose, battendo li combattitori. E tra il piè della ripa; che erano scesi, et essa; cioè fossa del sangue, in traccia; cioè in brigata, Corrien Centauri armati di saette; questi Centauri, secondo che fingono i poeti, furono figliuoli di Issione re de’ Lapiti di Tessaglia di Grecia. Questo Issione desiderò

  1. C. M. per non avere ad ardire altrove di questo peccato vederemo - Ardire vale ridire. In parecchie provincie d’Italia la particella reduplicativa è tuttora ar in luogo di ri o re. E.
  2. C. M. o con incendio, o con rubbaria.
  3. C. M. ira, battaglia,