Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/45

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P R O E M I O




Poca favilla gran fiamma seconda. Lo eloquentissimo poeta vulgare Dante, lo quale al presente intendo incominciare, nel primo canto della terza cantica, che si chiama comunemente Paradiso, pone la suprascritta sentenzia la quale io prendo, per fare una breve collazione, come usanza è, per mia escusazione. Ma inanzi ch’io proceda piu oltra, per impietrare la grazia dello Spirito Santo, come si dee nelle nostre virtuose operazioni, ricorro alla madre della grazia Vergine Maria, inducendo lo devoto Bernardo che dica per me e ciascuno di voi quello, che pone lo ditto autore che dicesse per lui nell’ultimo canto della ditta cantica; cioè: Vergine Madre, figlia del tuo figlio ec. infine a quel verso che dice: Per li miei preghi ti chiudon le mani. Dice Averois nel commento che fece sopra lo terzo libro dell’anima che fece Aristotile: Intellectus agens est habitus quidam ut lumen, per quod fiunt intelligibilia potentia actu intellecta, sicut

Il Codice Magliabechiano, palch. I. n. 29, nel quale leggesi la prima parte del Proemio à in principio:

«Incomincia la prima cantica della comedia di Dante Allighieri fiorentino la quale comunemente si chiama Inferno».

Inf. T. I. 1