Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/452

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408 i n f e r n o   xv. [v. 43-54]

manda ora chi elli à per sua guida, e così à poste due domande alle quali Dante risponde, e prima alla prima, dicendo: Lassù di sopra in la vita serena; cioè chiara; cioè nel mondo, e ben dice: lassù di sopra: imperò che il mondo era sopra al luogo ove finge che fossono, Risposi; io Dante, a lui; cioè a ser Brunetto, mi smarrì in una valle; io Dante, e questa fu la valle de’ vizi, Avanti che l’età mia fosse piena; cioè fosse perfetta, e questo appare nel primo canto di questa prima cantica, ove dice: Nel mezzo del cammin di nostra vita Mi ritrovai per una selva oscura. Et è qui da notare che l’etadi dell’uomo, secondo che pone Ughiccione 1 e Papia, sono sei; cioè infanzia, puerizia, adolescenzia, giovanezza, virilità e vecchiezza. Infanzia è in fino alli 7 anni; puerizia infino alli 14; adolescienzia da indi infino alli 24; giovanezza da indi infino alli 49; virilità, o vero2 senior che così la chiamano, da indi infino alli 70; vecchiezza, o vero decrepità, da indi infino al fine della vita. E di queste sei età l’età piena s’intende la giovanezza 3 che non cresce più, nè manca l’uomo in quella età la quale li Filosofi chiamano Acines; cioè età di consistenzia. E che l’autore dica che si smarrì in una valle innanzi che l’età sua fosse piena, puossi intendere che si smarrì dalla via diritta, incominciando infino dalla puerizia et avvidesene poi, quando fu nell’età piena; cioè nelli 35 anni, e però disse nel principio che elli si trovò Nel mezzo del cammin di nostra vita in una selva oscura Che la diritta via era smarrita. E non dice quando la smarrì; ma ben dice che si ritrovò nella selva de’ vizi, e che se n’avvide nel mezzo del cammin di nostra vita; cioè nelli 35 anni: però che in fino al tempo dell’autore l’umana vita non si stendea, se non in pochi, oltre alli 70 anni, e quello che è più oltre si può chiamare non vita; ma fatica e dolore: e così chiaramente si vede come s’accorda questo con quello, che fu detto di sopra nel principio del libro. E perchè la moralità di questo smarrire e dell’altre cose, che qui si toccano, fu detto di sopra nel primo canto, però non si pone qui, Pur ier mattina; cioè venerdi’ santo in sul di’, come fu detto di sopra, le volsi le spalle; a quella valle e tornai a dietro alla via diritta delle virtù, per montarvi; ma le tre bestie lo impacciarono e non lo lasciarono montare, e Virgilio li apparve in quella, e però dice: Questi m’apparve; cioè Virgilio, tornando io in quella; cioè ch’ancora tornava in quella valle sinistra delli vizi, ond’io m’era partito, E reducemi 4 a ca; cioè a casa; cioè alla contemplazione delle virtù e delli loro premi, che è la casa ove si dee abitare mentre che siamo in questa vita, operando in quello 5 sì che poi aviamo per premio l’abitazione

  1. C. M. Uguccione
  2. C. M. o vero senettute che
  3. C. M. di giovinezza
  4. E reducemmi
  5. C. M. operandoci in quel sì