Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/494

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450 i n f e r n o   xvii. [v. 1-18]

zia di seta, sogliono fare li drappi con varie figure e nodi e con rotelle, Nè fur tai tele per Aragne imposte; cioè composte, quali erano li colori vari e li nodi e le rotelle di quella fiera. Onde qui è da notare la fizione che pone Ovidio, Metamorfoseos, il quale dice che Aragne fu una femina popolare di Lidia, figliuola di Idmone da Colofone; la qual città è in Lidia, che è una provincia di Asia; e questo Idmone fu tintore, et Aragna sua figliuola fu molto ammaestrata in fare panni lani; cioè in lavorare la lana e filare e tessere in tanto, che in ciò vantaggiava 1 Pallade, che è la dia della sapienzia et a lei sono appropiate tutte l’arti e specialmente quella del lanificio. Onde Pallade indegnata si mosse e venne a lei in spezie d’una vecchia, con capelli canuti alle tempie e col bastone in mano, et ammonilla ch’ella si vantasse e domandasse fama tra’mortali, e non tra li idii, di fare le tele, e disse: Onora l’idia e domandale perdono. Aragne ch’allora filava, lasciò lo filare e crucciata, a pena s’astenne che non le mettesse mano, e disseli: Va via, vecchia 2 vissuta troppo in questo mondo, e dà questi ammaestramenti e questo consiglio alle tue nuore, se tu n’ài alcuna, o a tua figliuola: ch’io mi so assai consigliare; e non mi credere aver fatto pro con tuo consiglio, ch’io sono in questo medesimo proposito, perchè non ti 3 viene Pallade, perchè schifa di quistionar 4 meco. Allora Pallade si ritornò nell’abito suo, e disse: Pallade è venuta, e non rifiuta il quistionare 5 teco. Allora questa si vergognò; ma pure stette ferma nel suo proposito, e posesi a tessere a diversi telai; e Pallade fece una tela ov’ella tessette la vittoria ch’ebbe contra Nettunno, quando si pose il nome ad Atene, e pose nella tela quattro esempli di coloro, ch’aveano spregiati li dii, ch’erano mal capitati. Et Aragne tessette la sua tela, et in essa pose l’innamoramenti delli idii, e fece sì bella tela, che non vi si sarebbe potuto 6 opponere. Allora Pallade sdegnata, con la sua spuola ch’avea in mano, ruppe la tela d’Aragne e diedeli nella fronte; per la qual cosa Aragne indegnata s’andò ad appiccare, et allora Pallade le mise la mano a li piedi e non la lasciò morire, anzi disse ch’ella vivesse in quel modo appiccata e mutolla in ragnolo; e però lo ragnolo sta appiccato dal suo filo et alle travi, e sempre fa tele; e però disse l’autore: Nè fur tai tele per Aragne imposte.

C. XVII — v. 19-27. In questi tre ternari l’autor nostro descrive come quella fiera stava, inducendo due comparazione 7, dicendo: Come tal volta stanno a riva; del mare o delli fiumi ove s’usano tali

  1. C. M. in ciò si preponea a Pallade,
  2. C. M. Va, vecchia stolta, che ci se’ troppo vissuta in questo mondo,
  3. C. M. non ci viene
  4. C. M. di certare meco.
  5. C. M. rifiuta lo certame teco.
  6. C. M. potuto apponere.
  7. C. M. due comperazioni