Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/497

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la tasca de’fiorini porta nella volontà e guardala, e quivi à tutta sua intenzione: e veramente con cotali poco si vuole parlare, perchè sono sanza ragione, e con li uomini fuor di ragione non si deono perdere le parole. Mentre che torni; tu Dante, parlerò con questa; fiera, io Virgilio, Che ne conceda i suoi omeri forti; cioè le sue spalle, a portarci giuso nell’altro girone: cioè nell’ottavo. E questo finge, perchè parlar con la fiera e domandare che li porti, non è altro che considerare che è l’astuzia, e quali sono le spezie sue e le sue compagne e le sue pene, e distinguere li luoghi, secondo le spezie e le pene; e questo è propio atto et uficio della ragione, e però finge che Virgilio rimanga a parlare con essa, e lo discendere a trattar di questa materia sarà prestar le spalle.

C. XVII — v. 43-51. In questi tre ternari l’autor nostro finge come, mandato da Virgilio, andò solo a considerare la condizione dei caorsini et usurieri su per l’estremo del vii cerchio, dicendo 1, datali la licenzia da Virgilio, su per l’estrema testa; cioè su per l’orlo, Di quel settimo cerchio; del quale s’erano per partire, tutto solo: però che Virgilio non andò con lui; e questo finge per mostrare che a niun’altra cosa intendea la ragione inferiore e pratica, che s’accosta con la sensualità: imperò che la ragione superiore era occupata a considerare della fiera 2 e della sua distruzione, Andai; io Dante, dove sedea la gente mesta; cioè trista per la pena che sostenea, e questi sono li caorsini e li usurieri che sono puniti sedendo. Per li occhi fuori scoppiava lor duolo; cioè le lagrime ch’erano stillamento 3 e manifestamento del dolore: Di qua, di là soccorean con le mani; scotendo l’arsura, e però aggiugne: Quando al vapore, e quando al caldo suolo; cioè alcuna volta alla fiamma che cadea, et alcuna volta 4 alla calda rena che s’accendea loro sotto; et aggiugne una comparazione dicendo: Non altrimenti fan di state i cani; che facessono quest’anime, Or col ceffo or col piè: però che con l’uno e con l’altro si difendeano, quando son morsi O da pulci o da mosche o da tafani; da questi tre animali sono molestati i cani, come è manifesto a ognuno, massimamente la state, e così s’arrostavano 5 le dette anime. E perchè à fatto menzione della pena che sostengono li usurieri e caorsini, veggiamo che cosa è usura e quante sono le sue spezie, compagne e figliuole et i rimedi contra essa, e come è sotto la violenzia. E prima, usura è vedimento di tempo e d’uso delle cose che non ànno uso 6, e multiplicazione di quelle che solamente si consu-

  1. C. M. dicendo: Così ancor, datali
  2. C. M. a considerare l’essere della fiera e della sua distinzione,
  3. C. M. erano scialamento e
  4. C. M. et alcuna volta a l’arsura della rena
  5. C. M. si rostavano le
  6. C. M. uso, nè multiplicazione o di quelle