Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/501

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   [v. 76-136] c o m m e n t o 457

in cinque parti: imperò prima dimostra come Virgilio, montato in su la fiera, conforta Dante; nella seconda, com’ebbe paura, quivi: Quale è colui, ec.; nella terza, come Virgilio lo conforta e come prendono cammino, quivi: Ma esso, ch’altra volta ec.; nella quarta dimostra come descendendo, sentirono nuovo accidente, quivi: Ella sen va ec.; nella quinta manifesta lo loro descendimento della fiera, e come si trovarono nell’viii cerchio, quivi: Come il falcon ec. Divisa adunque la lezione, ora si è da vedere la sentenzia litterale, e dice così:
     Poi ch’io Dante ebbi veduti li caorsini et udito lo parlare del Padovano, temendo che Virgilio si crucciasse 1 per lo troppo stare, che del poco m’avea ammonito, tornai in dietro da quelle anime appenate e trovai lo Duca mio, ch’era salito in sulla groppa del fiero animale e disse a me: Or sia 2 forte et ardito, oggimai si scende per sì fatte scale, monta dinanzi ch’io voglio stare in mezzo tra te e la coda, sì che non ti faccia male: et aggiugne come vi montò, poi ch’ebbe udito lo favellare di Virgilio, diventato fatto come colui che s’appressa alli riprezzi 3 della febre quartana ch’à già l’unghia sì morte, e trema tutto pur guardando il rezzo. Ma le minaccie di Virgilio lo feciono vergognare di mostrare d’avere paura, le quali fanno il servo forte innanzi al buon signore; e però s’acconciò in su quelle spallaccie di quella fiera, e volle dire a Virgilio: Sì fa che tu m’abbracci; ma la voce li venne meno per la paura. Ma Virgilio che altra volta lo sovenne, l’abbracciò così tosto come fu montato, e disse alla fiera: Gerion, muoviti oggimai 4, piglia le rote large e scendi poco: imagina la nuova soma che tu ài. E fa una similitudine; che come la navicella esce del luogo ov’ella è stata apportata, si tira indietro tanto, ch’ella si volga, così fece Gerione; e quando si sentì tutto nell’aere, girò il capo ove avea prima la coda e mosse la testa come l’anguilla e con le branche raccolse a sè l’aere. E fa l’autore due similitudini; ch’elli ebbe gran paura sì, che non crede che fosse maggior quella di Fetonte, quando abbandonò li freni de’cavalli del sole, per la qual cosa si cosse il cielo, come 5 ancor appare; nè quando Icaro misero si sentì spennare le reni per la scaldata cera, gridando il padre a lui: Mala via tieni, che fu la sua quando si vide nel aere, ov’era spenta ogni veduta fuor che della fiera. Ma quella se n’andava notando per l’aere lenta lenta, e facea le rote e descendea; ma non se n’avvedea, se non che si sentia venteggiar di sotto. Et aggiu-

  1. C. M. si corrucciasse per
  2. C. M. sii forte
  3. C. M. a li schiarizi della febra quartana che à già l’unghie smorte,
  4. C. M. ingiummai, e pillia
  5. come a cota appare - così il nostro Codice, che abbiamo corretto col Magliabechiano. E.