Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/582

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538 i n f e r n o

46Quel s’attuffo, e tornò su col volto;
      Ma i demon, che del ponte avean coperchio,
      Gridar: Qui non à luogo il Santo Volto;
49Qui si nuota altrimenti, che nel Serchio:
      Però, se tu non vuoi de’ nostri graffi,
      Non far sopra la pegola soperchio.
52Poi l’addentar con più di cento raffi,
      Disser: Coverto convien che qui balli,1
      Sì che, se puoi, nascosamente accaffi.
55Non altrimenti i cuochi ai lor vassalli2
      Fanno attuffar nel mezzo la caldaia3
      La carne con li uncin, perchè non galli.
58Lo buon Maestro: A ciò che non si paia,
      Che tu ci sia, mi disse, qui t’acquatta4
      Dopo uno scoglio, ch’alcun schermo t’àia.56
61E per nulla offension che a me sia fatta,
      Non temer tu, ch’ i’ ò le cose conte,
      Perch’altra volta fui a tal baratta.7
64Poscia passò di là dal co del ponte,
      E com’ el giunse in su la ripa sesta,
      Mestier li fu d’aver sicura fronte.
67Con quel furore, e con quella tempesta,
      Ch’escono i cani a dosso al poverello,
      Che di subito chiede ove s’arresta;
70Usciron que’ di sotto il ponticello,
      E volser contra lui tutti i roncigli;
      Ma el gridò: Nessun di voi sia fello.8

  1. v. 53. C. M. che tu balli,
  2. v. 55. Vassallo; dipendente, soggetto. E.
  3. v. 56. attuffare in mezzo
  4. v. 59. C.M. qui t’agguatta
  5. v. 60. C. M. Dopo uno scheggio,
  6. v. 60. ’Àia; oggi abbia, da aiere. E.
  7. v. 63. C. M. Et altra volta
  8. v. 72. Fello; violento, fiero. E.