Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/584

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540 i n f e r n o

100Ei chinavan li raffi, e: Vuoi ch’io il tocchi,1
      Diceva l’un con l’altro, in sul groppone?
      Ei rispondean: Sì, fa che gliel accocchi.2
103Ma quel dimonio, che tenne sermone3
      Col Duca mio, si volse tutto presto,
      E disse: Posa, posa, Scarmiglione.
106Poi disse a noi: Più oltre andar per questo
      Scoglio non si poria: perocchè giace4
      Tutto spezzato al fondo l’arco sesto;
109E se l’andare avanti pur vi piace,
      Andatevene su per questa grotta:
      Presso è un altro scoglio, che via face.
112Ier, più oltre cinque ore, che quest’otta,5
      Mille dugento con sessanta sei
      Anni compièr, che qui la via fu rotta.
115Io mando verso là di questi miei
      A riguardar, se alcun se ne sciorina:
      Gite con lor, ch’ei non saranno rei.6
118Tra’ti avanti, Alichino e Calcabrina,
      Cominciò elli a dire, e tu, Cagnazzo,
      E Barbariccia guidi la decina.
121Libicocco vegna oltre, e Draghignazzo,
      Ciriatto sanuto, e Graffiacane,7
      E Farferello, e Rubicante pazzo.7
124Cercate intorno alle boglienti pane:8
      Costor sien salvi infino all’altro scheggio,
      Che tutto intero va sopra le tane.

  1. v. 100. C. M. li graffi,
  2. v. 102. C. M. liel acocchi.
  3. v. 103. tenea sermone
  4. v. 107. C. M. non li potrà
  5. v. 112. Otta; per ora, è voce sempre viva in alcuni luoghi della Toscana,
    e massimamente nella Val d’Elsa. E.
  6. v. 117. ch’ei non
  7. 7,0 7,1 v. 122-3. C. M. sannuto… Farvarello
  8. v. 124. Pane; panie. Fognato al solito l’i, come in Pana per Pania. E.