Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/659

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del freddo e mitigarsi per l’approssimamento del sole, incominciandosi già ad alzare sopra noi. E per dichiarare ancora meglio, dice: E già le notti a mezzo di’ sen vanno; cioè già incominciano a mancare le notti e crescere li di’ 1, che il sole è stato in Capricorno insino al suo mezzo, sono cresciute le notti e li di’ mancati. E perchè tal nezzo innanzi si parte dal tropico iemale e viene di grado in grado verso l’equinoziale, incominciano a mancare le notti infino che viene all’equinoziale ove si pareggia la notte col dì, poi ch’à passato l’equinoziale e viene verso lo tropico estivale, crescono li di’infino che viene in Cancro ov’è lo solistizio estivale; cioè la maggior altezza che possa essere appo noi; e però è allora lo maggior di’ e la minor notte che sia in tutto l’anno, come quando è in Capricorno, che è al tropico iemale verso lo polo antartico, è la maggior notte e il minor di’ che sia in tutto l’anno, perchè 2 appo noi nella maggior bassezza che possa essere; e perchè quando va verso l’antartico, viene all’equinoziale, quando è in Libra è pari lo di’ con la notte; e quando ritorna in verso lo polo artico, partendosi dall’antartico viene all’equinoziale, quando è in Ariete ove è pari ancora il dì con la notte sì, che due equinozi sono l’anno e due solistizi; li solistizi sono in Capricorno et in Cancro, e li equinozi in Ariete et in Libra; e perchè quindi onde si parte il sole si crescono le notti 3, però dice che quando lo sole è in Aquario, che incomincia a partirsi dal polo antartico e venire in verso il nostro polo artico, che le notti se ne vanno a mezzo di’. Et a maggiore evidenzia di quello che è detto, doviamo sapere che l’ottava spera; cioè il cielo del fermamento ove sono le stelle fisse, à due poli; cioè due capi d’uno 4 piano, in sul quale si volge come noi veggiamo, una volta in 24 ore; e l’uno capo di questo piano è veduto da noi, et è quivi dove è la tramontana e chiamasi polo artico; l’altro capo è opposito a quello e chiamasi antartico, e non si può vedere da noi, perchè è di sotto opposito al nostro. E doviamo ancora sapere che tutto lo spazio del cielo, che è tra l’uno e l’altro polo, li astrolagi ànno diviso in cinque 5 spazi iguali, nelle fini de’quali dicono essere cerchi lineari, li quali chiamano paralelli; cioè cerchi igualmente distanti, e sono cinque in tutto. Lo primo è quello che è intorno al polo artico e chiamasi paralello artico. Lo secondo è quello che si chiama tropico estivale: imperò che quando lo sole è venuto per la linea eclittica, che è sempre sotto il mezzo del zodiaco infino a questo paralello, è lo maggiore di’ che sia in tutto l’anno, perchè è nella maggiore altezza che possa

  1. C. M. li di’, imperocchè infin che il sole
  2. C. M. perchè è appo
  3. C. M. le notti e mancano li di’; e quine in verso dove va, cresceno li di’ e mancano le notti, però
  4. C. M. d’un perno, in sul
  5. C. M. in sei spazi eguali