Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/74

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   30 i n f e r n o    i. [v. 22-30]

come il naufrago, che Uscito fuor del pelago; cioè del mare, con l’ansietà del polmone, che per la fatica sostenuta batte, alla riva; cioè alla piaggia, Si volge all’acqua perigliosa del mare, e guata lo pericolo che à fuggito; Così l’animo mio, ch’ancor fuggiva. Adatta qui la similitudine, dicendo che così faceva l’animo suo, ch’ancor fuggiva. Questo dice però che ancor parea all’animo fuggire, siccome suol essere quando l’uomo à bene avuto grande paura, che non li esce dell’animo a buono spazio, e ripensa lo pericolo. E poi dice: Si volse indietro a rimirar lo passo, Che non lasciò giammai persona viva; cioè che persona non passò mai quindi, che non morisse. E qui si può opporre quanto alla lettera, dicendo che lasciò lui vivo, dunque dice contra sè. A che si può rispondere che parla iperbolice: chè, benchè n’abbi lasciato alcuno; non dimeno sono sì pochi, che si può dire che non abbia1 lasciato veruno; et è quel colore che si chiama soperlativo. Et aggiugne: Poich’èi2 posato un poco il corpo lasso; cioè poi ch’ebbi riposato il corpo stanco, Ripresi via per la piaggia diserta; cioè del monte che avea piaggia, et era diserta, perchè finge che persona non vi fosse, Sì che il piè fermo sempre era il più basso. Descrive qui lo modo del salire: però che chi sale3, sempre ferma il piè che remane a dietro, e l’altro muove e mettelo innanzi.
     Ora è da vedere lo intelletto allegorico o vero morale, e quanto a questa parte, prima è da notare che seguitando la moralità, fa la similitudine che a questo si conviene: chè come colui che, stato naufrago nel mare, poi che è campato e venuto alla riva, si volge a dietro all’acqua ragguardando il pericolo, in che egli è stato; così l’animo suo ch’ancor fuggiva, Si volse indietro a rimirar lo passo, Che non lasciò giammai persona viva. Qui chiaro si dimostra che moralmente dicesse quello, che si contiene nella lettera. Questa vita mondana veramente si può chiamare mare, e ripa si può dire lo partimento da essa: imperò che, come lo mare è tempestoso, et involgendo colui che vi navica in diversi pericoli o elli lo sommerge o elli lo lascia venire alla riva; e così la vita mondana piena di molti pericoli, o ella mette allo inferno et a dannazione chi va per essa, e non si riconosce, o ella lo induce a considerazione di sè, se la grazia di Dio4 vi s’adopra, e così n’esce e viene alla ripa; cioè

  1. I nostri purgati scrittori adoperavano indifferentemente al condizionale o congiuntivo in ogni persona singolare abbi ed abbia, checchè ne dicano i grammatici.  E.
  2. Èi, voce ora dismessa, la quale si trasse dall’antico ere, come à dimostrato il prof. Nannucci.  E.
  3. C. M.  del montare: però che chi monta ec.
  4. C. M.  grazia preveniente di Dio.