Pagina:Commedia - Inferno (Buti).djvu/749

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[v. 130-136] c o m m e n t o 705

condannato da Minos d’essere ne l’ottavo cerchio; E poi che per gran rabbia la si morse; questo dice, per significare’che tal giudice non condanna per ira, o ver contra, per zelo che non è peccato; ma con ira, Disse: Questi è de’ rei del foco furo; qui dichiara Minos in quale bolgia dell’ottavo cerchio dee esser messo, lo quale fu diviso in x bolgie, secondo che x generazioni de’peccali quivi si puniscono; e dichiara che dee essere nell’ottava bolgia ove sono puniti li frodolenti consiglieri, e dice: del foco furo, perchè di sopra capitolo xxvi disse: Et ogni fiamma un peccator invola; quasi dicesse: Elli è degno dell ottava bolgia, ove l’anime sono appiattate nelle fiamme, e conchiude: Perch’io là, dove vedi, son perduto; cioè in questa bolgia, E sì vestito; cioè da questa fiamma, andando; dice, perchè continuamente vanno, mi rancuro; cioè mi doglio.

C. XXVII — v. 130-136. In questi due ternari e uno verso l’autore conchiude lo suo canto, e dà preparazione a l’altro che seguita, continuando lo suo processo, dicendo così: Quand’elli; cioè il conte Guido, ebbe il suo dir così compiuto; come fu detto di sopra, La fiamma dolorando si partio; cioè quella fiamma, in che finge che fosse il conte Guido, Torcendo e dibattendo il corno acuto; questo dice, per confermare quel, che detto fu di sopra, della fiamma. Noi passammo oltre, et io e il Duca mio; ora pone lo suo processo con Virgilio, Su per lo scoglio; che cuopre e fa ponte alla detta bolgia, insino in su l’altro arco; cioè della nona bolgia; e però dice: Che cuopre il fosso; cioè la bolgia nona, in che si paga il fio: cioè lo salario e la mercè, A quei, che scommettendo acquistan carco; cioè a’ seminatori delli scandali e delle discordie, de’quali si dirà nel seguente canto; e dice: acquistan carco; cioè carico: imperò che si caricano di mettere malivolenzia et odio tra coloro, tra’ quali dee essere amore e concordia. E qui finisce il xxvii canto: seguita il xxviii canto.

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