Pagina:Commedia - Inferno (Imola).djvu/37

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INTRODUZIONE 5 possa e le armi orgogliose di quei principe Federico di cui niun altro né più forte né più temuto dopo Carlo Magno, resse r imperio. Né con minor valentia e prosperità quest’eccelso Azzone vigorosamente fiaccò la sanguinolenta superbia di Azei’io Egerino alleato del memorato Federigo, il quale come già un tempo il feroce Dionigi, con ogni genere di supplizi straziò con crudeltà di carnefice la Marca Trivigiana, e strappatagli prima dall’ugne la potente Padova, e poscia prostrato presso Adria il fierissimo tiranno, con esultanza di tutti i buoni, il rinchiuse in una carcere di morte, ove la mal arrivata anima, se debbesi prestar fede a chi cel narra, rese al suo padre dimonio, dalla cui razza si crede traesse origine, acciocché da lui fosse eternalmente martoriata. Opizzone I nato da Rinaldo figliuolo di Azzone secondo morto nel carcere ove il chiuse Federigo secondo, la di cui enorme potenza non potevano contenere i paesi delia Germania, né comportare quelli d’Italia, indignando di racchiudere il suo intrepido valore entro gli argini del Po ed i lidi del mare Adriatico, sino a Reggio e Modena spinse la guerresca possanza della sua spada, e d’amendue le città si fece padrone. Spronò, e die ajuto all’amico Carlo l contro Manfredi figliuolo di Federico non men del padre avverso, ed infesto alla Chiesa sino a riportarne un ben degno, e meritato trionfo. Azzone HI figliuolo del detto Azzone primo magnifiche imprese gagliardamente operò; avido di gloria, sprezzator di pecunia, la grassa Bologna, e la polente Parma in varie guerre mise in conquasso. Aldobrandino egregio fratello di quest’Azzone terzo ingenerò queir inclito rampollo Rainaldo, il quale trasse Ferrara dall’affamata gola dei galli, tingendo la mano vendicatrice in un mar di sangue, ed il suo fratello, di cui tu porti il nome.