Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/142

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   130 p a r a d i s o

100Com’ in peschiera ch’ è tranquilla e pura
     Traggano i pesci a ciò che vien di fori,1
     Per modo che lo stimin lor pastura;
103Così vidd’ io più di mille splendori2
     Trarsi ver noi, et in ciascun s’ udia:
     Ecco chi crescerà li nostri amori.
106E sì come ciascuno a noi venia,
     Vediasi l’ ombra piena di letizia3
     Nel suo chiaro fulgor che da le’ uscia.4
109Pensa, lettor, se quel che qui s’ inizia
     Non procedesse, come tu aresti5
     Di più saper angosciosa carizia.
112E per te vederai come da questi6
     M’ era in disio d’ udir lor condizioni,
     Sì come a li occhi mi fur manifesti.
115O bene nato, a cui veder li Troni7
     Del triunfo eternal concede grazia,
     Prima che la milizia s’ abbandoni,
118Del lume che per tutto ’l Ciel si spazia,
     Noi siamo accesi; e però se desii
     Da noi chiarirti, a tuo voler ti sazia.8
121Così da un di quelli spiriti pii
     Detto mi fu, e da Beatrice: Dì, dì
     Siguramente e crede come ai dii.
124Io veggio ben siccome tu t’ annidi
     Nel primo lume e che dalli occhi il traggi,9
     Perch’ ei coruscan sì come tu ridi.

  1. v. 101. C. A. Traggon li
  2. v. 103. C. A. Lì vidi io ben più
  3. v. 107. C. A. Vedeasi
  4. v. 108. C. A. Nel folgor chiaro che di lei
  5. v. 110. C. A. avresti
  6. v. 112. C. A. E parte vedrai come di
  7. v. 115. C. A. O ben creato,
  8. v. 120. C.A. tuo piacer
  9. v. 125. C.A. e’ n che dagli