Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/145

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fetto che quando non è; così lo intelletto quando è perfetto vede più sottilmente le cose d’Iddio che l’à infuse e che nelle sue opere continuamente à dimostrato e dimostra: quanto l’omo più s’approssima a Dio collo intendimento, tanto più in lui si manifesta la grande luce che è nell’opere sue; e però seguita, che; cioè lo quale, come, apprende; cioè com’elli riceve intendimento del sommo bene, Così nel bene 1 appresso; cioè per lo intelletto ricevuto incontenente 2, muove ’l piede; cioè l’affezione ad averlo et a mellio considerarlo. E questo è, secondo la sentenzia di santo Agustino che dice: Accedendo enim ad Dominum illuminatur ignorantia et corroboratur infirmitas, data sibi intelligentia qua videat, et caritate qua serviat. Perchè infine 3 a qui à parlato generalmente, ora adiugne a suo proposito quel ch’à detto di sopra, dimostrando essere nell’autore, dicendo: Io; cioè Beatrice, veggio 4 ben sì come già risplende; cioè comprendere 5 si dimostra, Nello intelletto tuo; cioè di te Dante, l’eterna luce; cioè lo lume del sommo bene e lo seme del vero, lo quale cresce quando lo intelletto s’esercita in considerare, investigare la verità e lo sommo bene, lo quale s’accende a comprendere, e fiamma cresce di carità d’amore quanto più lo intelletto ne cognosce e comprende: imperò lo lume dello intelletto è quando la luce della verità vi risplende, lo svellia et accendesi ad amare e desiderare; e dice eterna luce: imperò che la verità è eterna, e lo sommo bene: imperò che sempre fu et è e serà, Che; cioè la quale eterna luce, vista sola; cioè nello intelletto tuo: imperò che non è occupato se non dal seme del vero, e sempre amore accende: questo seme del vero diletta tanto l’anima, che fa l’anima ardere d’amore ad investigare e trovare quanto lo vero si stende; unde dice Boezio nel iv della Filosofica Consolazione: Haeret profecto semen introrsum veri, quod excitatur, ventilante doctrina. Et ora dichiara, rispondendo a l’obiezione che si potrebbe fare; in che modo avviene che alcuna volta nello intelletto è la falsa oppinione, che viene contra a quello che detto è; cioè: Che vista sola; dicendo: E s’altra cosa; che la verità, vostro amor; cioè di voi omini, seduce; cioè inganna, Non è se non di quella; cioè eterna luce, alcun vestigio; cioè alcuna apparenzia, Mal cognosciuto; cioè quello vestigio dell’omo, che s’inganna

  1. C. M. bene appreso; e per
  2. C. M. incontanente
  3. C. M. infine a qui à finto l’autore che Beatrice abbia parlato generalmente: ora finge che a suo proposito adiungesse quello che à ditto di sopra,
  4. Il Tasso, recando i versi 7-12 di questo canto nelle sue Considerazioni sopra le canzoni del Pigna, premette queste parole: « I platonici concludono «che la beltà del corpo altro non sia che lo splendore dell’ anima che traluce «fuori per questa massa terrena delle membra. San Tommaso dice che Dio «creò le cose, perchè in loro si diffondesse e si manifestasse la sua bontà ». E.
  5. C. M. cioè con splendore si dimostra,