Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/187

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iti pace e quiete morì siccome era vissuto. Dopo Numma succedè nel rengno Tulio Ostilio, nipote d’Ostilio che combattette contra’ Sabini alla rocca molto laudevilemente, lo quale fu più feroce che Romulo; e perchè era iovano e parevali che la città invecchiasse per la pace, mosse guerra a le parti vicine e prima agli Albani; nella quale guerra fu fatto lo combattimento dei tre Orazi, dei tre Curiazi Albani detto di sopra, e fu subiugata Alba ai Romani; sotto costui facente coi Veienti e Fidenati guerra, Mezio Suffecio duca delli Albani usò Io tradimento, unde Tullo lo fece squartare a quattro cavalli; sotto costui s’accrebbe la città, adiuntovi lo monte Celio; sotto costui fu anco fatto battaglia coi Sabini e Veienti; sotto costui fu disfatta Alba, et a certo tempo piovuto nei monti d’Alba pietre, et audito voci, fu istituito lo sacro Novendiale. A la fine infermato Tulio Ostilio diedesi ai sacrifici et al culto de li idii; ma perchè li sacrifici di Iove Elicio non fece con quella cura che si conveniva, dicesi che fu fulminato, et arse egli e ’l palazzo suo; regnò Tulio anni 32. Di po’ Tullo fu eletto Anco Marzio nato della figliuola di Numa Pompilio, lo quale incominciò prima a reducere li sacrifici delli idii in devota religione; unde gli Latini, quasi dispregiandolo come prete 1, mosseno guerra ai Romani togliendo preda di sul terreno di Roma; e mandato imbasciaria a dimandare le cose tolte, fu vituperosamente risposto da’ Latini. Unde Anco, lassato li sacrifici ai preti, mosse guerra contra a’ Latini e prese una città che si chiamava Politorio; e vinto li Latini, fu accresciuta la città messo dentro lo monte Aventino et Ianiculo, e fatto lo ponte Sublicio sopra lo Tevere. Sotto Anco Marzio venne Lucumo da Tarquini, figliuolo di Demarato, lo quale cittadino di Corinto per sedizione s’era partito della sua città e venuto ad abitare a Tarquini, et ebbe quine due figliuoli della donna che avea menata seco; cioè Lucumo detto di sopra, et Arunte lo quale moritte innanti a Demarato suo padre, lassando la sua donna gravida. Pogo di poi morì Demarato, e non sapendo che la nuora fusse pregna, lassò erede del tutto Lucumo lo quale essendo molto ricco prese una gentil donna di Tarquini strutta nello augurio, chiamata Tanaquil per donna molto saputa. E perchè a Tarquini era poco onorato, per consiglio di Tanaquil venne Lucumo ad abitare a Roma, e subitamente si fece cognoscere colla sua virtù e fu chiamato Lucumo Tarquinio Prisco; e venuto in amicizia con Anco Marzio, di tutte le cose secrete era participe in tanto che, venendo lo re a morte, lassò Lucumo tutore ai figliuoli nel testamento; e così morì Anco che avea tenuto lo imperio anni 24. Rimaso Lucumo Tarquinio Prisco tutore dei figliuoli d’Anco Marzio, venendo lo tempo che si

  1. Prete; adoperato in luogo di sacerdote, dato alle cose sacre. E.
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