Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/194

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unde li Romani con tutto loro sforzo vennono a vendicarsi dei Tarentini. Et allora per risistere alla potenzia dei Romani, perchè non crescessono nelle parti vicine grandi, Pirro le prese a difendere; e fatto maggiore dello esercito dei Romani, li sconfisse nella prima battaglia, menato di Grecia tutte le sue forze, e venti elefanti, e furono morti dei Romani pedoni 14880 e presi 310, e dei cavalieri morti 246 e presi 802, e 22 insegne perdute; ma di quelli di Pirro ne furno tanti morti che Pirro, avendo vinto, si chiamò perditore. Et altra volta vennono li Romani contra li Tarentini, et ancora Pirro li prese a difendere, e fu nella battaglia sconfitto dai Romani insieme coi Tarentini da Emilio consule, nel quale Pirro si partì ferito nel braccio e Fabrizio romano legato ancora fedito, e morti sono in quella battaglia 5000 Romani, e di quelli di Pirro 20000, e le insegne di Pirro abbattute 53 e tolte, e dei Romani 11. E secondo Eutropio nel libro secondo si trova che Pirro volse corrompere Fabrizio, che era uno de’ legati dei Romani promettendoli che s’elli passasse a lui, li darebbe la quarta parte del suo rengno; la qual cosa rifiutò, e promettendoli di dare grande quantità d’oro, et elli tradisse Roma, rispuose che li Romani non volevano l’oro; ma signoreggiare a coloro che possedevano l’oro. E poi anco la terza volta fu sconfitto dai Romani, quando tornava di Sicilia dove era stato re dei Siracusani, da Curio e Fabrizio consuli dei Romani, alli quali Timocrate offerse la morte di Pirro, perchè lo figliuolo servia di coppa a Pirro; la qual cosa rifiutorno ellino e lo senato, e mandorno a dire a Pirro che si guardasse dai veneni. E questa sconfitta fu fatta nei campi d’Arusia 1; nella quale battaglia furno morti di quelli di Pirro 34000 e presi 1300; e poi in Grecia morì, in Acaia della Grecia appresso una città che si chiamava Argo, percosso da uno sasso. E contra li altri principi; li quali vinsono li Romani e subiugorno al romano imperio, andando contra di loro colla insegna dell’aquila, e collegi; cioè cittadini e comitadi e gente collegate insieme, le quali li Romani vinseno, siccome appare in Livio et in Paulo Orosio, Onde Torquato; questo fu Tito Mallio Torquato, lo quale fu della famiglia di Marco Mallio, lo quale difese lo Capitolio da’ Franceschi svegliato dall’oche. Questo Tito Mallio fu figliuolo di Lucio Mallio 2, nascoso

  1. Secondo altri questa sconfitta avvenne presso Benevento, e giusta l’ Orosio i morti furono trentatremila, ed Eutropio ne annovera ventitremila. E.
  2. C. M. Mallio disceso dal ditto Marco— . Il nostro Codice legge - nascoso riferendosi a quanto leggesi in Livio: Dies Manlio dicitur ... criminique ei tribunus inter caetera dabat, quod filium iuvenem nullius probri compertum, extorrem urbe, penatibus, foro, luce, congressu aequalium prohibitum, in opus servile, prope in carcerem atque in ergastulum dederit. E.