Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/229

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dove era lo tesoro, e sì disse al conte: Voi sapete, messer lo conte, che quando io venni a stare con voi, voi non avavate 1 tesoro, certo avavate lo tale debito e lo tale, e pegno 2 le tali castella; da poi in qua io òne soddisfatto tutti li debiti, io òne ricolte tutte le terre, io òne maritato quattro vostrefigliuole a quattro re di corona che ciascuna gosta tanto; et aperto gli scrigni disse: Questo è pieno di vagellame d’ariento, questo altro di grossi, questo di fiorini, questo di perle, questo dei vostri ornamenti della corte: quando io ci venni, io ci arrecai questa schiavina e questi panni; e spogliossi inanti al conte li panni che aveva della corte indosso e rivestittesi li suoi, e partesi e vassi con Dio. Lo conte rimase sì travagliato vedendo tanto tesoro che, come fu voluntà d’iddio, ancora ch’ elli riprovasse quegli che prima aveva provato, che non s’accorse di dire niente nè di ritenere lo Romeo. Stando poi un pezzo, mandogli di rieto e non fu mai potuto trovare; e venuta la corte a mano di quegli di prima, incominciò ad andare male come soleva, e però convenne che si ritornasse a fare le iniuste estorsioni ai sudditi come prima, e li mali trattamenti, sicchè li lamenti andorno al conte. Unde Ramondo irato fece pigliare quegli che della ragione l’aveano consigliato, e tutti li fece decapitare, e Romeo s’andò per lo mondo, come soleva, servendo a Dio, sicchè poi per la credenza dell’autore elli meritò colle sue virtù politiche et attive d’avere vita eterna. E però finge che Iustiniano lo quale fu mercuriale, secondo che l’autore àe finto, dicesse la novella predetta per mostrare che li mercuriali sono parlatori e novellatori; e però dice: E dentro alla presente margarita; cioè dentro a questa stella di Mercurio, che è lucida e splendida più che ogni pietra preziosa 3, Luce; cioè risplende, la luce; cioè l’anima gloriosa, che è fatta risplendente come una luce, di Romeo; cioè del sopra scritto che fu chiamato Romeo, come detto è: imperò che qui si rappresenta e dimostra la virtù ch’egli ebbe, non perchè quine l’anima sua sia locata: che s’ella è beata, ella è in vita eterna nel secondo grado dei beati; e però finge che quine sia, per dimostrare che ella era degna del secondo grado, di cui; cioè della quale, Fu l’opra grande: imperò che grande cosa fe, e bella: imperò che con grande fede e lealtà operò tutta sua industria, e mal gradita; cioè e mal cognosciuta da quelli Provensali e mal meritata, che gli feciono addimandare ragione, e forse anco lo ’nfamorno di dislealtà quando lo doveano commendare. Ma i Provenzai; cioè gli

  1. Avavate, presentemente avevate ; inflessione data pure ai verbi della seconda coniugazione, per uniformarli alla prima: amavate, cantavate ec. E.
  2. Pegno le tali castella; modo ellittico dove saria da supplire avevate dato pegno per le tali castella. E.
  3. C. M. preziosa : margarita è pietra preziosa, Luce;