Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/285

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   [v. 139-148] c o m m e n t o 273

e però li Romani, per cessare la infamia della loro origine, compuoseno la fizione che Romulo e Remo nacqueno 1 di Marte; e però dice: che si rende a Marte; cioè la sua genitura. Natura generata; cioè umana, sempre farebbe il suo cammino; cioè lo suo processo, Simil; cioè simigliante e rispondente, ai generanti 2; cioè a le influenzie et a le vertù informative dei cieli generanti quelle influenzie, Se non vincesse ’l proveder divino; cioè se non vincesse la Providenzia Divina, che fa che l’uno la ricevere l’altro no, e l’uno meno e l’altro più, intanto che non si possono trovare due uomini che siano al tutto d’una medesima condizione e disposizione; e così è risposto a la dubitazione. E però dice: Or; cioè ora, quel che t’era dietro; cioè che nol vedevi, t’è davanti: imperò che ora lo vedi. Ma perchè sappi; cioè tu, Dante, che di te mi giova; finge Dante che dica lo spirito che àe indutto a parlare infine a qui, per farlo attento, Un corollario; cioè una conclusione vera che nasce da le predette che non è del proposito: che cosa sia corollario di sopra è stato detto, voglio; cioè io Carlo, che t’ammanti; cioè adorni te Dante.

C. VIII — v. 139-148. In questi tre ternari et uno versetto l’autore nostro pone lo corollario, che finge che dicesse Carlo soprascritto, dicendo così: Sempre Natura; cioè 3 la disposizione e condizione di ciascuno uomo naturata in lui, secondo la providenzia d’Iddio, da la virtù informativa dei cieli, se fortuna; cioè attitudine et evenimento, trova Discorde a sè; cioè che non risponda a la inclinazione dell’uomo, siccome uno che sia atto, secondo la sua inclinazione, a le scicnzie et elli nasca figliuolo d’uno contadino che lo metta a lavorare la terra, questi àe avuto fortuna discordevile a la sua inclinazione; e però dè seguitare quel che dice, cioè: fa mala prova; cioè non è mai tale uomo buono lavoratore, com’ogni altra semente Fuor di sua ragion; fa mala prova, s’intende. Ecco che àe arrecato la similitudine: Arreca l’andattulo da Tunizi in Italia e vedrai che non frutterà. E se ’l mondo; cioè e se gli uomini del mondo, laggiù; cioè di sotto, ben dice laggiù perchè secondo la fizione era nel terzo cielo, ponesse mente Al fondamento; cioè a la inclinazione che l’omo à naturalmente, che; cioè la quale, Natura 4 pone; cioè la virtù informativa dei corpi celesti, secondo la Providenzia Divina, Seguendo lui; cioè quel fondamento, avria buona la gente: imperò

  1. C. M. nascesseno di
  2. C. M. generanti; quelle influenzie
  3. C. M. cioè naturata che si pone per la disposizione e condizione di ciascuno et attitudine naturata in lui dalla virtù informativa de’cieli, secondo la Providenzia Divina, se fortuna;
  4. San Tomaso nel Commento al libro li d’Aristotele TEPI OYPANOY cosi esprimesi: Natura semper facit id, quod est optimum, tamquam mota et directa a primo principio, quod est ipsa essentia bonitatis E.