Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/329

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
   [v. 49-63] c o m m e n t o 317

questo Sensibil t’à levato; cioè lo quale Iddio, che è Sole intellettuale, t’à levato, cioè te Dante a questo Sole sensibile, cioè che si comprende col sentimento del vedere. La grazia d’Iddio aveva inalzato lo intelletto di Daute a considerare lo quarto pianeto, cioè lo Sole, e la fizione che secondo la sua poesi intendea fare d’esso; e di questo finge che Beatrice lo confortasse che ringraziasse Iddio che l’aveva levato colla sua grazia illuminante, e però dice: per sua grazia; cioè d’Iddio. Cuor di mortal; cioè d’uomo: imperò che l’uomo è mortale mentre che è nel mondo, poi non è più mortale; e però intende solamente di quelli del mondo, non fu mai si digesto 1; cioè sì disposto: imperò che lo cibo digesto si dice disposto al notrimento del corpo, e così digesto si dice lo cuore umano quando è disposto, A divozione; cioè a donazione a Dio: devozione è donazione e promissione che l’uomo fa di sè a Dio; e però adiunge: et a rendersi a Dio; et è questo espositivo di quel dinanzi, et è qui colore retorico quando quello che seguita interpreta quello che va innanti, e però si chiama interpretazione, Con tutto suo gradir; cioè con tutto suo compiacergli, cotanto presto; quanto fu lo mio quore per lo conforto di Beatrice; e però adiunge: Come a quelle parole; cioè di Beatrice, mi fec’io; cioè Dante, E si; cioè per sì fatto modo, tutto ’l mio amore; cioè tutta la mia carità e ’l mio fervore, in lui; cioè in Dio, si mise; cioè entrai sì fortemente col fervore di ringraziare Iddio, ad amare Iddio, Che Beatrice eclissò; cioè 2 oscurò: sì come oscura la minor luce per la maggiore, come veggiamo che, venendo lo Sole, la mattina le stelle spariscono; così vuole dire che, venendo nella mente sua la grazia d’Iddio, elli discende in lei e riempiela della sua grazia et allora ogni altro lume a la mente è nulla per rispetto di quello; e però dice che Beatrice oscurò nella mente sua, essendovi venuto maggior lume, ne l’obblio; cioè nella dimenticagione che io ebbi di Beatrice, per l’oscurazione del suo lume nella mia mente per lo lume divino che v’era venuto. Nolli dispiacque; cioè a Beatrice, ma sì se ne rise; ai Teologi non dispiace quando l’uomo s’innamora sì d’Iddio, che ogni altra cosa dimentica qualunqua gli è più cara; ma ridene e fanne festa; e però dice: Ma per sì fatto modo ne rise Beatrice, Che lo splendor de li occhi suoi ridenti; che s’intenda per li occhi di Beatrice è stato detto di sopra; e però dice che lo splendore de li occhi ridenti di Beatrice fu sì fatto, che divise la sua mente unita in più cose, e però dice: Mia mente; cioè di me Dante, unita; come detto è di sopra a ringraziare Iddio et amare lui, in

  1. Digesto; dal partic. passato latino digestus. E.
  2. C. M. cioè parve a me oscura per rispetto di quella luce che mi venne: eclissò è verbo, cioè oscurò,