Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/408

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     396 p a r a d i s o   xiii. [v. 49-66]   

come in specchi, in nove sussistenzie; cioè in nove cieli per mezzo de li nove ordini d’angeli che 1 sotto stanno al detto raggiar e sono forme sustanziali senza materia, Eternalmente: imperò che Iddio è eterno, sicchè ’l suo raggiare è eterno: la luce non è mai senza splendore, rimanendosi una: imperò che una è la natura e la sustanza e la divinità di tutte e tre persone, e però uno è lo suo raggiare. Quinde; cioè da le nove sussistenzie, cioè da’ nove cieli per mezzo delli nove ordini d’angeli, cioè da’ nove motori ch’elli, cioè Iddio, à posto ai nove cieli, descende; prima la virtù informativa nei cieli che sono nove e sono forma con materia incorruttibile, e di quinde discende a le cose che sono forma con materia corruttibile. E prima discende la virtù informativa per mezzo del motore del primo ordine nel primo mobile, e nel secondo cielo per mezzo del secondo motore del secondo ordine, e così delli altri; ma lo primo mobile infonde anco la sua virtù unita nel secondo cielo et esso la divide in tutte le sue stelle per la virtù che fa 2 dal suo motore, ciascuna stella dell’ottava spera la infunde la sua virtù nei pianeti e ne le cose di sotto per la virtù data a li pianeti dai loro motori, e così l’uno infunde nell’altro infine che descende a le cose di sotto al cielo de la Luna, e però dice lo testo: a l’ultime potenzie; cioè a gli elementi che sono ultime potenzie, Giù d’atto in atto; cioè di cielo in cielo, che ciascuno è attivo et àe a fare l’atto suo et operare la virtù sua che li è infusa da quelli di sopra, tanto divenendo; cioè tanto descendendo di corpo in corpo, Che più non fa; la detta virtù informativa, che brevi contingenzie; cioè cose che contingeno e poco durano. Et espone sè medesimo, dicendo: E queste contingenzie esser intendo; cioè io santo Tomaso, Le cose generate, che produce Con seme e senza seme; cioè che nasceno di seme e senza seme, il Ciel movendo: imperò che li cieli per lo loro moto sono cagione de le loro influenzie: imperò che li cieli riceveno di sopra, e di sotto infondeno; e se non si movessono non influerebbono se non in uno determinato luogo la loro influenzia, e così non sentirebbe l’universo la virtù informativa dei cieli.

C. XIII — v. 67-78. In questi quattro ternari lo nostro autore finge come santo Tomaso, oltra procedendo ne la sua ragione, aggiunge a la maggiore sua ragione, che à premissa inanti, la minore formando così l’argomento: Li princìpi formali produceno la forma ideale che reluce in loro secondo che l’paziente è disposto, e secondo che essi sono disposti a producere; ma ellino tutti non sono sem-

  1. C. M. che ricevono stando di sotto da Dio esso raggiare, e quello rifundeno come specchi ne’ cieli, e li cieli rifundeno come secondi specchi nelle cose di sotto a loro, Eternalmente
  2. C. M. la virtù infusa in esso da’ suoi motori. E ciascuna