Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/438

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426 p a r a d i s o xiv. [v. 112-126]

che cantasseno, dicendo: Cosi si veggion; cioè per sì fatto modo andavano li spiriti per quelli rami de la croce, che io dissi di sopra che 1 erano nel corpo di Marte dall’uno corno all’altro, e da giù a su scintillando, quando si scontravano e trapassavano l’uno l’altro come si 2 veggiono, qui; cioè in questo mondo, Le minuzie; cioè le parti minute, questo è vocabulo di Grammatica, e significa quello che detto è, cioè parti minute et indivisibili, dei corpi; cioè delli atomi che si vedono nella spera del Sole, che sono corpi indivisibili; e però conviene che si spogna, Le minuzie dei corpi; cioè le parti minute che sono corpi, che sono indivisibili ne la spera del Sole, lunghe e corte: imperò che quelli bianchi, che noi veggiamo per la spera del Sole, quale pare lungo e quale corto, Muoversi; cioè in qua et in là, per lo raggio; cioè del Sole, diritte e torte: imperò che quale pare vada ritto, e quale pare vada torto, Veloci e tardi: imperò che pare vadino 3 per la spera del Sole, quale veloce e quale tardo, rinovando vista; cioè mutando apparenzia: imperò che quello che prima pareva lungo pare poi corto, e quello che pareva andare ratto pare che vadia 4 poi tardo, e quello che pareva andare ritto pare poi andare torto, e così rinnuova la vista in ogni accidente: imperò che s’intende e converso, onde; cioè per lo quale raggio, si lista; cioè si fa una lista, cioè a modo d’una lista, Tal volta; cioè alcuna volta, l’ombra; cioè lo luogo ombroso; ecco, una casa è ombrosa quando è chiusa, apresi una finestra verso lo Sole, lo raggio del Sole intrato per la finestra fa a modo d’una lista ne l’ombra che è ne la casa, et in quello raggio veggiamo allora quelli bianchi indivisibili, lunghi e tondi, torti e diritti andare per la spera tardi e ratti, che; cioè la quale ombra de la casa, La gente acquista con ingegno et arte: imperò che le case si fanno con ingegno et artificio, per sua difesa: imperò che li omini fanno le case per difendersi dal caldo e dal freddo e dalla pioggia; et è qui da notare quello che diceno li autori dell’atomi che appaiono nei raggi solari. E come giga; questo è uno istrumento musico che fa dolcissimo suono, et arpa; questo è anco uno istrumento musico che fa similmente dolcissimo suono, lo quale si dice che sapesse ben sonare Tristano, in tempra tesa; cioè tirate le sue corde, sicchè abbiano temperanzia e convenienzia, Di molte corde: imperò che sono istrumenti, che ànno molte corde, e tutte convegnono concordevilmente essere temperate, fan dolce tintinno; cioè

  1. C. M. che rappresentati a me nel
  2. C. M. si vedeano in Marte quelli beati spiriti; Così si veggion qui;
  3. Vadino, oggi meglio vadano; quantunque gli antichi e spezialmente i cinquecentisti per uniformità usurpassero più spesso la prima desinenza. E.
  4. Vadia, inflessione tuttora viva nel popolo toscano. E.