Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/47

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   [v. 136-142] c o m m e n t o 35

e però dice, considerato quel ch’è detto: Non dei; cioè tu, Dante, più ammirar; cioè più meravilliarti, Per tuo sallir; cioè per lo tuo montare, che secondo la lettera sarebbe corporale, perch’elli àe finto lo corpo essere stato glorificato; ma secondo l’allegoria e la verità si dè intendere 1 della mente, e quella intese che per grazia fusse trasumanata e fatta divina, cioè intenta alle cose divine, se bene stimo; cioè se ben penso et iudico io Beatrice, se non come d’un rivo; cioè ti dovresti meravilliare tu, Dante 2, Se d’alto monte scende giuso ad imo; naturale e ragionevile è a l’acqua discendere a basso perchè è grave e flussibile, e però di questo lo savio non si meraviglia; e così tu, Dante, non ti dei meravigliare più del tuo sallir corporale secondo la lettera, e mentale secondo l’allegoria: imperò che è naturale e razionale, perchè lo corpo glorificato à leggerezza, e la mente è leggeri, sicchè la inclinazione naturale et animale razionale bene lo dè inclinare a sallire. Et adiunge a confermamento di questo lo contrario affirmando, dicendo: Meraviglia serebbe in te; cioè Dante, se privo; cioè privato, D’impedimento; cioè d’impaccio, giù; cioè alle cose terreni 3, ti fussi assiso; cioè fermato col corpo e colla mente, intendendo, come detto è, Come a terra quieto il foco vivo; cioè come sarebbe maraviglia vedere lo fuoco vivo; cioè lo fuoco acceso in fiamma, fermarsi giù in terra e non estendere la lingua sua in alto; o vogliamo intendere del fuoco 4 in spera sua che sarebbe meraviglia che fusse giù alla terra: con ciò sia cosa che sia contra la sua natura. Quinci; cioè di po’ queste parole, rivolse in ver lo Cielo il viso; cioè suo Beatrice, e ragguardò lo Cielo. E qui finisce lo canto primo, et incomincia lo secondo.

  1. C. M. si de’ intendere del montare della
  2. C. M. Dante, d’ uno rio: rivo, o rio, è acqua piccola che esce di vena e corre giù de’ monti, Se d’ alto
  3. Terreni; al plurale feminile, come fini, leggieri dal singolare fine, leggiere. E.
  4. C. M. del fuoco naturale che è nella spera

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