Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/51

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c a n t o   i i. 39   

79Se ’l primo fusse, fora manifesto
     Nell’eclissi del Sol, per trasparere
     Lo lume, come in altro raro ingesto.
82Questo non è; però è da vedere
     Dell’ altro: e s’ elli avvien ch’ io l’ altro cassi,
     Falsificato fia lo tuo parere.
85S’ elli è che questo raro non trapassi,
     Esser conviene un termine, da onde
     Lo suo contrario più passar non lassi:1
88Et indi l’ altrui raggio si rifonde
     Così, come color torna per vetro,
     Lo qual dirieto a sè piombo nasconde.
91Or dirai tu, che si dimostra tetro2
     Ivi lo raggio più che ’n altre parti,
     Per esser lì rifratto più a retro.
94Da questa istanzia può deliberarti3
     Esperienzia, se già mai la provi.
     Che esser suol fonte ai rivi di nostre arti.
97Tre specchi prenderai, e i du’ rimovi
     Da te d’ un modo, e l’ altro più rimosso
     Tr’ ambo li primi li occhi tuoi ritrovi
100Rivolti ad esso; e fa che di po’l dosso
     Ti stia un lume che i tre specchi accenda,4
     E torni a te da tutti ripercosso:
103Benchè nel quanto tanto non si stenda5
     La vista più lontana, lì vedrai
     Come convien ch’ equalmentc risplenda.
106Or come ai colpi de li caldi rai
     De la nieve riman nudo ’l subietto,
     E dal colore, e dal freddo primai;6

  1. v. 87. C. M. contradio
  2. v. 91. C. A. ch’ el si
  3. v. 94. C. A. stanzia
  4. v. 101. C. M. e C. A. Ti stea
  5. v. 103. C. A. il tanto
  6. v. 108. C. A. del colore e, del