Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/525

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c a n t o   xviii. 513   

76Sì dentro ai lumi sante creature1
     Volitando cantavano, e faceansi
     Or D, or I, or L in sue figure.
79Prima cantando a sua rota moveansi;2
     Poi, diventando l’un di questi segni.
     Un poco s’arrestavano e taceansi.
82O diva Pegasea, che l’ ingegni
     Fai gloriosi e rendili longevi,
     Et essi teco le cittadi e i regni,
85Illustrami di te sì, che rilevi
     Le lor figure, com’ io l’ ò concette:
     Paia tua possa in questi versi brievi.
88Mostrarsi dunque in cinque volte sette
     Vocali e consonanti; et io notai
     Le parti, sì come mi parver dette.
91Diligite justitiam, i primai
     Fuor verbo e nome di tutto ’l dipinto;
     Qui judicatis terram, fuor sezzai.
94Possa nell’emme del vocabol quinto3
     Rimaser ordinati sì, che Iove
     Parea d’argento lì d’oro distinto.
97E viddi scender altre luci, dove
     Era ’l colmo dell’emme, e lì quetarsi4
     Cantando, credo, il Ben ch’ a sè li move.5
100Poi, come nel percuoter dei ceppi arsi6
     Surgono innumerabili faville,
     Onde li stolti solliono augurarsi;
103Risurger parver quinde più di mille
     Luci, e salir qual’assai, e qual poco,
     Siccome ’l Sol, che l’accende, sortille.

  1. v. 76. C. A. a’ lumi santi
  2. v. 79. C. A. nota moviensi;
  3. 94. C. A. nell’ M
  4. v. 98. C. A. dell’ M,
  5. v. 99. C. A. le more.
  6. v. 100. C. A. de’ ciocchi