Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/714

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Fusse attenta; ecco che l’autore tiene che, inanzi l’edificazione de la torre, si perdesse l’idioma primo; et assegna la ragione naturale dicendo: Chè nullo affetto; cioè nessuno desiderio, mai 1; cioè per alcuno tempo, razionabile; dice, perchè ne l’omo sono più affetti, quale naturale, e quale ragionevile; e perchè lo parlare viene dall’affetto ragionevile, però fa menzione di quello, fu durabile sempre; cioè non fu che durasse sempre; et assegna la cagione, Per lo piacer uman; cioè per lo diletto e piacimento de l’omo, che rinovella; cioè si muta di tempo in tempo, Seguendo ’l Cielo: imperò che come si girano li cieli continuamente, e ma’ non stanno in istato; così li piaceri umani, cagionati da le influenzie de cieli, convengniansi mutare come si mutano li siti dei corpi celesti. E posta la maggiore co la sua prova, ora adiunge la minore, dicendo: Opera naturale è ch’om favella; cioè che l’uomo favelli questa è opera et officio di natura 2, cioè che s’à da la natura, Ma così o cosi; cioè ma a questo modo o a questo altro, natura lascia; cioè la natura lascia lo modo del parlare: benchè lo parlare sia atto naturale; niente di meno lo modo in libertà d’arbitrio, e però dice: Poi fare a voi; cioè uomini, secondo che v’abbella; cioè secondo che vi piace. Et in questa parte dubiterebbe alcuno e direbbe che l’autore avesse contradetto a sè: imperò che ne la prima cantica, canto xxx, l’autore àe detto che Nembrot fu cagione che uno linguaggio, che era innanzi, si perdesse, e nella edificazione de la torre di Babel si confundessono le lingue, e divisesi lo modo del parlare in 72 linguaggi. Et ora Dante, inducendo a parlare Adam, dice che lo linguaggio ch’elli parlò, che lo primo si perdette innanzi che la torre si facesse; dunque non quando la torre si fece; ecco contradice a quello che è detto. A questo si debbe rispondere che non contradice: imperò che questo passo s’intende così: Adam dice che lo linguaggio che parlò egli prima, innanzi che fusse Nembrot, si perdè tutto, forse nel diluvio o innanzi, e trovossene un altro nuovo, nel quale parlavano li figliuoli di Noe e quelli che disceseno poi; e questo linguaggio secondo durò infine a la costruzione 3 della torre, et allora si perdette, e fumo trovati da quelli, che allora erano, 72 diversi linguaggi, che l’uno non intendeva l’altro; e così rimane vero l’uno e l’altro detto 4. Seguita.

  1. C. M. mai razionabile; cioè imperocchè: niuno affetto ragionevole per alcun tempo, fu durabile sempre; cioè non fu mai che durasse sempre; e dice ragionevole, acciocchè s’intenda dell’affetto umano, e non bestiale; et assegna
  2. C. M. di natura: imperocchè formare la voce viene dall’istrumenti naturali, Ma
  3. C. M. all’edificazione della
  4. C. M. Ma nel luogo preallegato dimostra l’autore che lo primo linguaggio si perdesse in tutto, come appare nel testo. E contradice a S. Agostino