Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/736

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spira da Dio, e quello cielo ad essa si muove come amante quella virtù: imperò che Iddio, come dice Platone, muove ut amatum: la cosa amata, stante ferma, muove l’amatore ad andare intorno a lei. Lo testo dell’autore può avere l’una e l’altra sentenzia, benchè l’una è contra quello cheè stato detto di sopra, cioè che le cose che sono mosse da Dio senza mezzo sono perpetue, quelle che con mezzo sono a tempo, e li cieli sono a tempo; dunqua lo loro moto debbe essere con mezzo: che siano a tempo lo dice il Salmista, quando dice: Initio tu, Domine, terram fundasti: et opera manuum tuarum sunt caeli. Ipsi peribunt, tu autem permanes: et omnes sicut vestimentum veterascent. Et sicut opertorium mutabis eos, et mutabuntur: tu autem idem ipse es, et anni tui non deficient— , e la virtù; cioè di quel cielo nono s’accende ancora nella mente divina, ch’ei; cioè la quale virtù esso cielo, piove 1; cioè manda giù negli altri corpi celesti: imperò che, come è stato detto di sopra, la virtù divina s’infunde in su questo cielo primo mobile, e quella distributa 2 nelle sue parti s’infunde nei corpi celesti di sotto, e così l’uno infunde nell’altro; e così diversifica, benchè una virtù sia e da uno principio vegna. Seguita.

C. XXVII — v. 112-120. In questi tre ternari lo nostro autore finge come Beatrice, continuando sua orazione, manifesta a lui lo decimo cielo empireo, dicendo così: Luce et amor; cioè lo cielo empireo che non è altro che luce et amore, e così luce et amore infunde nella nona spera, cioè nel primo mobile, d’un cerchio; cioè con uno cerchio, lui; cioè lo cielo nono, comprende; cioè dentro da sè contiene, Siccome questo; cioè nono cielo comprende, li altri; cioè cieli. Lo cielo empireo comprende lo primo mobile, et esso tutti gli altri, e li elementi sono mossi da le pianete, e le pianete de l’ottava spera da la nona, e la nona da la mente divina o con mezzo d’angeli o sanza mezzo, e lo cielo empireo 3 mediante e da Dio et è immobile; e però dice: e quel procinto: cioè lo cielo empireo, solamente intende Colui; cioè Iddio, e non altri, che’l cinge; cioè lo quale Iddio lui, cioè lo cielo empireo cinge: imperò che Iddio comprende lo cielo empireo, et esso lo nono, e lo nono l’ottavo, e così degli altri. Non è suo moto; cioè del primo mobile, per altro distinto; cioè per altro movimento misurato, Ma li altri; cioè movimenti, son mensurati da questo: imperò che lo moto di questo primo mobile è misura di tutti li altri movimenti: imperò che questo primo mobile fa una revoluzione in 24 ore; le quali ore si pigliano da la

  1. Piove. Si consideri come questo verbo fenomenale, chiamato impersonale dal gregge de’ Grammatici, in senso metaforico sia ora transitivo ed ora intransitivo con tutte le persone. E.
  2. Distributa; distribuita, giusta il distributus latino. E.
  3. C. M. E lo cielo empireo immediatamente è cagionato da