Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/739

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quela intera; cioè quando è fatto grande, che può interamente parlare, Disia; cioè desidera poi, quando è fatto grande, di vederla sepolta; cioè di vederla morta e sotterrata. Così; ecco che dimostra che come si mutano per lo tempo le condizioni dell’animo; così anco le condizioni del corpo de la Luna, e però dice: Così; per simile modo, si fa la pelle bianca nera de la bella fillia; cioè della Luna: bella figliuola si chiama, perchè Virgilio disse nel vi dell’Eneide: Hoc sibi pulcra suum ferri Proserpina munus Instituit. La pelle si fa bianca quando è lucida, e nera quando è eclissi, Nel primo aspetto; cioè nel primo ragguardamento, cioè quanto a la parte di fuora, cioè nella sua superficie; potrebbe anco intendere de la terra che lo di’ pare bianca, e la notte nera, Da quei, che porta mane; cioè del Sole che reca seco la mattina, quando viene e levasi, e lascia sera: imperò che, quando lo Sole si corica, lassa la sera in su la terra, e così la superficie della terra la mattina pare bianca, e la sera pare nera. E per questo dimostra l’autore che dicesse Beatrice che ogni cosa si muta in tempo. Seguita.

C. XXVII — v. 139-148. In questi tre ternari et uno versetto lo nostro autore finge come Beatrice, continuando lo suo parlare, predisse a lui che anco si racconcerà lo mondo 1 e li prelati de la santa Chiesa si dirizzeranno a ben fare; e come si dirizzeranno al debito fine, così dirizzeranno la navicella dei fideli cristiani, sicchè correrà al debito porto coi suoi naviganti, dicendo così: Tu; cioè Dante, perchè non ti facci meravillia; dice Beatrice di quello, che tu ài udito da me, Sappi che ’n terra; cioè giù nel mondo, non è chi governi; cioè la navicella di san Piero, Unde; cioè per la qual cosa, si svia; cioè dal debito fine e dal suo porto, l’umana famillia; cioè li omini, che sono la famillia del grande padre, cioè d’Iddio. Ecco che predice che queste cose si debbono acconciare, dicendo: Ma prima che Genaio; che è lo primo mese dell’anno, tutto si sverni; cioè esca tutto del verno e torni ne l’autunno, Per la centesma; questa è la centesma parte d’una ora, e però si chiama centesma, cioè una parte di cento, ch’è; cioè la quale è, laggiù; cioè nel mondo, negletta; cioè lasciata e non fattone conto; la quale cosa, cioè che Gennaio sarà tutto fuora del verno, avverrà in molte centinaia d’anni, e dice l’autore che Beatrice disse: prima che Genaio tutto si sverni, a denotare che non indugerà a venire quello che predice infine che sia tutto svernato; ma dice che sarà prima. E debbiamo sapere, ad intendere pienamente questo, che l’anno è 365 di’ et ore

  1. C. M. lo mondo e torneranno li omini a seguire la influehzia del primo mobile; e come fiorisce in loro l’appetito del sommo bene, e così crescerà e farà frutto, dicendo: Tu, cioè Dante,