Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/808

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che è veramente; così a l’autore, quando s’ebbe lavato li occhi et imbagnato, cioè la ragione e lo intelletto, ne la grazia d’Iddio illuminante, mi si cambiaro; cioè a me Dante, in maggior feste; cioè in maggiori letizie, Li fiori; cioè quelli, che prima mi pareano fiori, mi parveno anime umane beate, e le faville; cioè quelli, che prima mi parevano faville, mi parveno Agnoli come erano, sicch’io; cioè Dante, vidi Ambo le Corti del Ciel; cioè li Agnoli e l’anime umane, che erano beate in cielo, manifeste; cioè in quella vera forma, che erano; e questo vedere si debbe intendere che fusse secondo l’occhio della mente, e dice ch’essi li 1 cambiorno: imperò ch’elli mutò considerazione: imperò che, come le considerò prima nello stato militante, rappresentatoli quine; così le considerò poi, nello stato triunfante, che è veramente quine. Seguita.

C. XXX — v. 97-108. In questi quattro ternari lo nostro autore finge com’elli, dopo la detta visione, invocò la grazia d’Iddio che li concedesse grazia di dire quel, che era quella acqua che era tonda, in forma di lume e di splendore, che prima li era paruta lunga, e soggiunge quello che era, dicendo: O splendore d’Iddio; questo è lo Spirito Santo e la grazia sua, per cui; cioè per la cui grazia, io; cioè Dante, vidi L’alto triunfo del regno verace; cioè la Chiesa triunfante, che era in vita eterna, la quale prima avea conconsiderato come militante, Dammi virtù; cioè dona virtù a me Dante, a dir com’io ’l vidi; cioè com’io lo viddi fatto, in che forma, lo detto splendore. Lume; ecco che dichiara come era fatto lo detto splendore, ch’elli vidde prima come fiume che è lungo, e poi come stagno tondo, dicendo: Lume; cioè lo lume dello Spirito Santo, è lassù; cioè in vita eterna in cielo, che; cioè lo quale lume, visibile face Lo Creatore; cioè Iddio, che è creatore d’ogni cosa, a quella creatura; cioè angelica et umana, Che; cioè la quale, solo in lui vedere; cioè solamente in vedere Iddio, e non in altro, à la sua pace; cioè lo suo riposo. Non viene la grazia de lo Spirito Santo, che fa visibile Iddio a le creature, se non a coloro, che ànno lo suo desiderio quietato in lui: e così in paradiso lo lume dello Spirito Santo fa visibile Iddio ài beati spiriti, che in lui vedere ànno la sua beatitudine. E sè; cioè lo detto lume, distende in circular figura; cioè in figura tonda, In tanto; cioè in sì fatta grandezza, che la sua circunferenza; cioè che lo suo giro d’intorno, Serebbe al Sol; cioè al Sole naturale del mondo, troppo larga cintura; cioè troppo largo cerchio; e così significa che sia maggiore, che ’l Sole. Fassi di raggio tutta sua parvenza; cioè tutta l’apparenzia del detto lume non è altro che raggio, che viene da la somma et ineffabile luce, che è

  1. C. M. dice che si li cambiò: