Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/835

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ch’elli ànno in verso la Vergine Maria, Vidd’io; cioè io Dante, più di mille Angnoli; cioè numero infinito per questo intende, festanti; cioè facenti festa intorno a la Vergine Maria, Ciascun; cioè de’ santi Angnoli; e di fulgore e d’arte distinto; cioè variato di splendore e di canto e festa; questo dice, per denotare che tutta quella moltitudine d’Agnoli era variata nelli splendori e ne le feste, che facevano intorno a la reina del cielo: imperò che ciascuno aveva lo suo splendore, secondo lo grado della carità sua. Viddi; cioè io Daute, ai lor giuochi; cioè de’ detti Agnoli, quivi; cioè in quello luogo, et ai lor canti; cioè ai canti, che facevano li detti Agnoli, Ridere; cioè rallegrarsi, et aveva letizia, una bellezza; e questa era la Vergine Maria, che; cioè la quale, Era letizia nelli occhi a tutti li altri Santi: imperò che tutti li altri santi, vedendo lei, avevano letizia e festa grandissima. E s’io; cioè e se io Dante, avesse in dir tanta divizia; cioè avesse tanta abondanzia di potere dire, Quanto in imaginar; cioè quanta abbondanzia io òne in potere imaginare: imperò che mellio e più eccellentemente l’omo immagina, che non dice; e niente di meno dice che, se tanta fusse in lui la potenzia del dire, quanto quella dello imaginare, non ardirei; cioè io Dante, tentar Lo minimo; cioè di tentare di dire la minima parte, di sua delizia; cioè della sua gloria e diletto, che avea la Vergine Maria. Bernardo; cioè santo Bernardo, del quale è stato detto di sopra, che me guidava a vedere la Vergine Maria, come vidde li occhi miei; cioè di me Dante, cioè, secondo l’allegoria, la ragione e lo intelletto, Nel caldo suo calor; cioè nel caldo fervore, ch’elli ebbe in verso la Vergine Maria, fissi et attenti; cioè fermati et attenti a considerare l’amore grandissimo, ch’elli, cioè santo Bernardo, ebbe in verso la Vergine Maria, Li suoi; cioè occhi, con tanto affetto; cioè con tanto desiderio, volse a lei; cioè a la Vergine Maria, Che i miei; cioè occhi di me Dante, fe più ardenti; cioè più desiderosi, di rimirar; cioè d’un’altra volta ragguardare la Vergine Maria. E qui finisce lo canto xxxi, et incominciasi lo xxxii de la terza cantica.