Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/848

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finto l’autore, per mostrare che ogni beato è salvato per li meriti della fede, dividendoli in tre spezie; cioè quelli che ànno creduto in Cristo venturo; e quelli che ànno creduto in Cristo venuto; e quelli che ànno creduto in Cristo presente. E ciascuna di queste si divide in maschi e femine, e così sono sei differenzie; e ciascuna àe provetti e parvoli, e così sono dodici differenzie, sicchè le sei de’ provetti sono dal mezzo de la rosa insù, e le sei de’ parvuli sono dal mezzo ingiù in verso lo fiore. Et anco è differenzia tra l’una metà della rosa divisa per lungo, che da la parte della Vergine Maria sono tutti li scanni pieni; e la cagione è manifesta: imperò che ognuno, che dovea credere in Cristo, v’è, e non vi s’aspetta più nessuno, e così di coloro, che credettono in Cristo presente; ma coloro, che credettono in Cristo venuto, non vi sono anco tutti e non vi saranno infine al di’ de l’iudicio; et allora si disfarà lo mondo, che li scanni de’ cristiani saranno compiuti d’empiersi. E per questo, che è detto, apparrà chiaro lo testo, sicchè ben dice che le femmine ebree divideno tutte le follie de la rosa: imperò che non sono da quello lato, se non femine ebree in vani gradi, come detto è, siccome incontra loro sono pure femine cristiane in de’ semicirculi non ancor pieni. Et assegna la cagione, dicendo: Perchè; cioè imperò che, secondo lo sguardo, che fee La fede in Cristo; che ne fece due principalmente: imperò che la fede di quelli, che furno innanzi a Cristo, ragguardò Cristo venturo; e la fede di coloro, che furno e saranno dopo Cristo, ragguardò e ragguarda Cristo venuto, queste; cioè anime ebree, sono il muro; cioè sono divise dalle cristiane, come se uno muro fusse in mezzo di loro; e questo mezzo e muro si possano dire quelli che sono sotto santo Piero, che credettono in Cristo presente. A che; cioè al qual muro, si parten; cioè si divideno, le sacre scalee; cioè li santi circuli. Da questa parte; che detta è, onde ’l fiore; cioè da la quale parte lo fiore, cioè la rosa, è maturo; cioè è pieno: imperò che, come lo pomo maturo àe la sua perfezione; così questa parte de la rosa àe la sua perfezione, che è piena, Di tutte le suo follie; cioè di tutte le sue sedie, sono assisi; cioè fermati, Quei; cioè coloro così maschi come femine, secondo l’ordine che detto è, che; cioè li quali, credettono; cioè ebbono fede, in Cristo venturo; cioè in Cristo, che dovea venire, et innanti la circuncisione, e dopo la circuncisione. Dall’altra parte; cioè della rosa, onde; cioè da la quale, sono i semicirculi, cioè li mezzi cerchi de la detta rosa, intercisi; cioè tramezzati e variati, Di voto; cioè di vacuo: imperò che v’à 1 anco assai

  1. V’à. I Pedanti e seri Grammatisti pongano l’animo loro a queste costruzioni, e lascino di far credere che il verbo avere usurpa il luogo del verbo essere. Qui la sintassi è ellittica: Il paradiso quivi À assai de’ luoghi ec. E.