Pagina:Commedia - Paradiso (Imola).djvu/212

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paradiso

delle stelle fisse s’incontra col girare di detto sole,e degli altri pianeti, ossia drizza il tuo intelletto alla contemplazione del moto de’ pianeti contrario a quello del firmamento, tanto necessario alle produzioni, o conservazione dell’universo, et comincia e vagheggiarti ne l'arte ed incomincia a letiziarli nel lavoro di quello maestro che mai non parte l'occhio da lei il quale lavoro o magistero iddio ama tanto nella sua idea che sempre io mira con compiacenza, e mai non leva lo sguardo da esso. Vedi come da indi si dirama l'obliquo cerchio che i pianeti porta per soddisfare al mundo che li chiama vedi come dall’equatore si diparte lo zodiaco,he il desidera, onde partecipare dell’ influsso loro. Sei segnidello zodiaco volgono verso il polo artico o settentrionale — Ariete — Tauro — Gemini — Cancro — Leone — Vergine; gli altri sei volgono al polo antartico o meridionale — Libra — Scorpione — Sagittario — Capricorno — Acquario — Pesci. Dice poi — per soddisfare al mondo che li chiama, ossia per conservare il mondo, che abbisogna di necessità dell’obliquo moto de’ pianeti per la produzione e conservazione. Se in fatti il sole, ed i pianeti si movessero equidistantemente nel mezzo, noi avremmo sempre una stagione, e la terra non potrebbe preparare nell’inverno quanto sviluppa in primavera, i frutti non maturerebbero, e così tutte le altre produzioni. Se poi il sole ed i pianeti fossero vicinissimi come nella state, l’arsura toglierebbe ogni produzione, come mancherebbe, se fossero come nel verno lontani: che sua strada br non fosse torta se il giro de’ pianeti non fosse obliquo molta vertu sarebbe invano nei cielo non si avvicinerebbe or all’una or all’altra parte della terra, e così invece d’ influire al tempo stabilito sopra ciascuna di esse parti, influirebbe in una sola, e quindi molta virtù