Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/106

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   96 p u r g a t o r i o   iv. [v. 136-139]

sua e dichiara la pena di coloro che sono quive, dicendo: Et elli; cioè Belacqua disse a me Dante, s’intende: O frate: sempre finge l’autore che nel purgatorio e nel paradiso s’usino per l’anime che vi sono vocabuli di carità, e però finge che quell’anima dica a lui: O frate, ch’è nome di carità, andar in su che porta? Quasi dica: Nulla; e per questo mostra che non si può fare contra l’ordine posto da Dio. Che non mi lasserebbe ire a’ martiri; cioè a sostenere pena de’miei peccati, secondo l’ordine de la Divina Iustizia, nel purgatorio, L’uccel di Dio; cioè l’angiulo di Dio lo quale chiama uccello, perchè è alato, che siede in su la porta; cioè del purgatorio, de la quale si dirà nel processo. Prima convien che tanto il ciel m’aggiri Di fuor da essa; cioè porta del purgatorio, di fuor de la quale conviene stare tanto tempo, secondo la finzione dell’autore, quanto l’uomo àe indugiato la sua penitenzia in questa vita: lo girare del cielo è lo passamento del tempo, quanto fece in vita; cioè quanto m’aggiroe lo cielo, mentre ch’io vissi, Perch’io indugiai; cioè perch’io, Belacqua, penai, al fine i buon sospiri; cioè li pentimenti e rimordimenti de la penitenzia, che inducono sospiri, Se orazion in prima non m’aita; ecco che manifesta l’aiuto che possano avere quelli del purgatorio; cioè l’orazione dei santi omini, e però dice: Che surga su di cuor; cioè che si levi in su a Dio dal cuore: imperò che si dice: Si cor non orat, in vanum lingua laborat — , che in grazia viva; cioè di Dio: imperò che chi non è ne la grazia di Dio, non è esaudito. L’altra; cioè orazione di chi non è in grazia, che val; quasi dica: Nulla, che 1 in ciel non è udita? — Non exaudit Deus preces peccatorum.

C. IV— v. 136-139. In questo ultimo ternario e versetto lo nostro autore finge come Virgilio lo solicita del cammino, montando su al terso balso, ammonendolo del passamento del tempo, dicendo così: E già il Poeta; cioè Virgilio, inanzi mi saliva; cioè al quarto luogo che è lo terso balso, dove si purgano de la negligenzia coloro che sono stati bellicosi, e per l’opere de l’arme ànno indugiato la penitenzia in fine a la morte accidentale, e meschiam co loro li morti per morte violenta per qualunqua altra cagione. Se l’uomo vuole essere bene guidato, sempre dè lassare la ragione andare inansi e guidare la sensualità; e però finge che il poeta, cioè Virgilio che significa la ragione, salliva inansi a lui che significa la sensualità. E dicea; a me Dante Virgilio: Vienne omai; ecco che ’l sollicita et ammoniscelo del passamento del tempo, dicendo: vedi ch’è tocco; cioè toccato, Meridian; lo cerchio che si chiama meridiano lo quale è diverso, secondo li luoghi diversi de la terra, quive dove l’omo abita:

  1. Altrimenti - che non è in cielo udita?