Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/113

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c a n t o    v. 103

133Ricorditi di me, ch’io son la Pia:
     Siena mi fe, e disfecemi Maremma:
     Salsi colui che innanellata pria,
136Disposando, m’avea co la sua gemma.


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C O M M E N T O


Io era già da quelle ombre partito. In questo quinto canto lo nostro autore 1 si parte da quella tersa condizione d’anime che erano state negligenti, e per sola negligenzia aveano indugiato lo debito emendamento de la penitenzia in fine a la fine; et incomincia a parlare de la quarta condizione; cioè di coloro che a la umilità de la penitenzia sono volti per morte violenta. E dividesi questo canto in due parti, perchè prima dimostra come si partì da quelle anime di che fu detto di sopra; e come giunse all’altre de la quarta condizione in sul terso balso; e poi dimostra come venne a parlamento co loro, e ricognovene alquanti che si li feceno cognoscere, et incomincia quive la seconda: Et uno incominciò ec. La prima, che serà la prima lezione, si divide in parti sei, perchè prima finge come la gente detta di sopra si meravilliava di Dante, che vivo cercava lo purgatorio, e com’elli allora si rivolse; ne la seconda, come Virgilio di ciò lo riprende et ammoniscelo che seguiti lui, et incomincia quive: Perchè l’animo ec.; ne la tersa finge come nuova gente apparisce; cioè quelle de la quarta condizione, e manifesta loro condizione, incomincia quive: Intanto per la costa ec.; ne la quarta finge come Virgilio risponde a la dimostrazione loro, et incomincia quive: E il mio Maestro: ec.; nella quinta fìnge come una di quelle anime incomincia a parlare a lui, et incomincia quive: O anima, che vai ec.; ne la sesta finge com’elli risponde a la detta anima, et incomincia quive: Et io: Perchè ec. Divisa adunqua la lezione, ora è da vedere lo testo co la sua esponizione litterale et allegorica, o vero morale.

C. V— v. 4-9. In questi tre ternari lo nostro autore finge che anco fusse occupato lo suo andare per l’ammirazione che si faceano quelle anime di lui, che era col corpo, dicendo: Io; cioè Dante, era già da quelle ombre; de le quali fu detto di sopra, partito; per andare a la mia via, E seguitava l’orme; cioè le pedate, del mio Duca; cioè di Virgilio, Quando dirieto a me; Dante, drizzando il dito; cioè

  1. C. M. lo nostro autore finge come si parte da quella gente, o vero terza condizione