Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/152

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
   142 p u r g a t o r i o   vi. [v. 127-151]

misura ricchi, tutti li altri sono estremamente poveri, tu con pace; se’ Fiorensa, cioè per lo contrario, sempre se’ in guerra o con teco o coi vicini: imperò che sempre ài usciti e cacciati de la città, o ammoniti, e vivesi da te a setta et a partite 1, tu con senno; se' Fiorensa: anco questo s’intende per contrario: imperò che dove quive è arrogansa, non può esser senno. Questo che seguita si dè intendere dirittamente e non per lo contrario. S’io dico ver; dice l’autore in quel ch’i’ ò detto, l’effetto nol nasconde; per l’effetto si cognosce le cagione. Et adiunge la prova, dicendo: Atene; questa fu città in Grecia abondante di molto senno, e per tanto fu dinominata Atene; cioè immortale, da la dia de la sapienzia, Pallade che è detta immortale: imperò che la sapienzia è immortale, e Lacedemona; questa fu un altra città in Grecia et abbondò, molto in senno, sicché molto pugnonno insieme li Ateniesi e li Lacedemoni, et amburo queste cittadi feceno leggi; e però dice: che fenno Le antiche leggi; cioè Atene e Lacedemona, che per altro nome fu chiamata Sparte, come dice Paulo Orosio nel primo libro ne la fine, e fuoron sì civili; come diceno li autori che li Ateniesi sensa legge viviano 2 civilmente come se avesseno avuto le leggi; e così li Lacedemoni che ebbeno Ligurgo re che fece loro xii leggi, le quali acciò che mellio s’osservasseno disse che l’avea fatte l’oracolo d’Apolline, acciò che ’l populo più cautamente l’osservasse, Fecero al viver ben; cioè al viver virtuosamente, un picciol cenno; cioè un picciol atto, Verso di te; cioè per rispetto di te Fiorensa; e questo si de’ intendere per lo contrario, come dichiarano le parole seguenti, che fai tanto sottili Provedimenti; per lo contrario si dè intendere, che a mezzo novembre Non giunge quel che tu d’ottobre fili; cioè li statuti e li ordini e le leggi, Che tu fai d’ottobre, si rompeno inansi che sia mezzo novembre. Et usa qui quel colore che si chiama significazione per superlazione, quando s’avansa la verità nel modo del dire; a dimostrare la grande mutabilità dei Fiorentini, dice che non durano uno mese li statuti fatti per loro, e niente di meno pure durano più di uno mese. Quante volte; quasi dica infinite volte, nel tempo che rimembre; cioè ch’io mi ricordo, Legge, monete, et offici, e costume Ài tu mutato; cioè tu, Fiorensa, facendo ora una legge, ora un’altra, battendo ora una moneta, ora un’altra, facendo nuovi officiali, e così mutando nuovi costumi, e rinnovato membre 3; cioè mutando stati e parti? Quasi dica: Molte volte l’ài fatto. E se ben ti ricordi; tu, Fiorensa, e vedi lume; cioè collo intelletto, Vedrai te simil-

  1. C. M. a setta o a parte,
  2. Viviano; viveano, verbo della seconda coniugazione ridotto alla terza, come talfiata operavano gli antichi. E.
  3. Membre; dal singolare membra, come frutte, geste da frutta, gesta ed altri. E.