Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/178

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
   168 p u r g a t o r i o

22Io viddi quello esercito gentile
     Tacito poscia riguardare in sue,1
     Quasi ammirando, pallido et umile.2
25E viddi uscir de l’alto, e scender giue
     Du’ Angeli con du spade affocate,
     Tronche e private de le punte sue.
28Verdi, come folliette pur mo nate,
     Erano in veste, che da verdi penne
     Percosse eran di rieto e ventilate.
31L’un poco sovra noi a star si venne,
     E l’altro scese all’opposita sponda,
     Sì che la gente in mezzo si contenne.
34Ben discernea in Jor la testa bionda;
     Ma ne le facce l’occhio si smarria,
     Come virtù che al troppo si confonda.
37Ambo vengon del grembo di Maria,
     Disse Sordello, a guardia de la valle,
     Per lo serpente, che verrà via via.
40Ma io che non sapea per qual calle,
     Mi volsi intorno, e stretto m’accostai
     Tutto gelato a le fidate spalle.
43Sordello allora: Or valichiamo omai3
     Tra le grandi ombre e parleremo ad esse;
     Grazioso fi’ lor vederte assai.
46Solo tre passi credo ch’ io scendesse,
     E fui di sotto, e viddi un che mirava4
     Pur me, come cognoscer me volesse.

  1. v. 23. C. A. Tacito tutto
  2. v. 24. C. A. aspettando,
  3. v. 43. C. A. E Sordello anche: Ora avvalliamo omai
  4. v. 47. C. A. Ch’i fui tra lor, e