Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/225

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scernere quel che è licito, e quel che no, innanzi che disserri; cioè innansi che iudichi di che specie è lo peccato, e che pena merita e che satisiazione. Perch’ella è quella; cioè la bianca chiave è quella, che il nodo disgroppa; cioè disviluppa e dissolve lo nodo dei peccati 1: sono sì impliciti e meschiati l’uno coll’altro, che ben vi vuole essere artificio a disfare la loro implicazione; et alcuna volta si meschiano co le buone opere, unde è necessario da saperli separare. Da Pier; cioè da s. Piero, a cui prima fu data l’autorità, e da lui è poi data a tutti successori, le tegno; dice quello angiulo a Virgilio et a Dante ch’elli tiene le preditte chiavi da santo Piero: imperò che queste due autorità confessa ogni sacerdote ch’elli l’àe dal papa, e dissemi; cioè santo Piero, quando me le diè, ch’io erri Anzi ad aprir che a tenerla; cioè la porta del purgatorio che tiene chiusa la entrata del purgatorio, che è lo male amore de le cose mondane, la cui toppa e verchione è la colpa del peccato, serrata: allora si tiene serrata, quando non si manda via la colpa del peccato, e lo malo amore non si converte in buono, Pur che la gente ai piedi mi s’atterri, cioè pur che la gente mi s’inginocchi e dimandimi perdono. E per questo si dà ad intendere che ’l sacerdote dè più tosto inchinarsi a misericordia, che osservare la rigidità de la iustizia; e questo si conferma per le parole di Cristo, quando disse a s. Piero: Non tantum septies; sed septuagies septies.

C. IX — v. 130-138. In questi tre ternari lo nostro autore finge che, volte le chiave, l’angiulo spinse l’uscio in verso lo purgatorio sì, che feceno li cardini suoi uno grande suono; et induce una similitudine presa de la istoria romana, dicendo così: Poi; che l’angiulo ebbe ditto le parole ditte di sopra, pinse l’uscio; cioè quel che tiene chiusa l’entrata del purgatorio, alla parte sacrata; cioè inverso lo purgatorio che è cosa santa; et allegoricamente dare vuole ad intendere che elli fece convertire lo malo amore de le cose mondane ad amare la penitenzia; e così l’amore rio si converte in buono, quando si lassano li diletti del mondo e pilliasi diletto de le cose di Dio, Dicendo: Entrate; cioè tu, Virgilio, e Dante nel purgatorio, ma facciovi accorti Che di fuor torna chi in dietro si guata; cioè chi volge lo volto a drieto è cacciato fuora del purgatorio. Per questo dà ad intendere che chi volge la volontà, che s’intende per lo volto a drieto, che vollia ritornare ai diletti mondani lassati prima, elli esce del purgatorio; cioè de lo stato de la penitenzia; e però l’autore parlando di quelli di là, secondo la lettera, allegoricamente intende di quelli del mondo. E quando fur ne’cardini distorti: cardini sono le pietre bucate ne le quali girano li subbielli de la porta, li quali

  1. C. M. de’ peccati: molti peccati sono