Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/281

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c a n t o    xii. 271

79Vedi colà un Angel che s’ appresta
     Per venir verso noi; vedi, che torna
     Dal servigio del di’ l’ ancilla sesta.
82Di riverenzia il viso e li atti adorna,
     Sì ch’ el diletti lo menarci in suso:1
     Pensa che questo di’ mai non raggiorna.
85Io era ben del suo ammonir uso
     Pur di non perder tempo, sì che in quella
     Matera non parea parlarmi chiuso.2
88A noi venia la creatura bella
     Bianco vestita, e ne la faccia quale
     Par tremulando mattutina stella.
91Le braccia aperse, et inde aperse l’ ale;
     Disse: Venite: qui son presso i gradi,
     Et agevolmente omai si sale.
94A questo annunzio vegnon molto radi:
     O gente umana per volar su nata,
     Perchè a poco vento così cadi?
97Menocci ove la roccia era talliata;
     Quivi mi batteo l’ ali per la fronte,
     Poi mi permisse sigura l’andata.3
100Come a man destra, per sallire al monte
     Dove siede la chiesa, che soggioga
     La ben guidata sovra Rubaconte,
103Si rompe del montar l’ardita foga
     Per le scalee, che si fero ad etade,
     Ch’ era siguro il quaderno e la doga;
106Così s’ allenta la ripa, che cade
     Quivi ben ratta dall’ alto girone;4
     Ma quinci e quindi l’ alta pietra rade.

  1. v. 83. C. A. Sì che diletti lo inviarci suso,
  2. v. 87. C. A. Materia non potea
  3. v. 99. C. A. promise sicura l’entrata,
  4. v. 107. dall’ altro