Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/474

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464 p u r g a t o r i o

127Quand’io senti’, come cosa che cada,
     Tremare il monte: unde mi prese un gelo
     Qual suol prender colui che a morte vada.
130Certo non si scotea sì forte Delo,
     Pria che Latona in lei facesse il nido1
     A parturir li du’ occhi del Cielo.
133Poi cominciò da tutte parti un grido
     Tal, che ’l Maestro inver di me si feo,
     Dicendo: Non dubbiar, mentr’ io te guido.2
136Gloria in excelsis, tutti, sia a Deo,3
     Dicean, per quel ch’io da’ vicin compresi,
     Unde intender lo grido si poteo.
139Noi restavamo immobili e sospesi,4
     Come i pastor che prima udir quel canto,5
     Fin che ’l tremar cessò, et ei compièsi.6
142Poi ripilliammo il nostro cammin santo,7
     Guardando l’ombre che giacean per terra,
     Tornate già in su l’usato pianto.
145Nulla ignoranza mai con tanta guerra8
     Mi fe desiderando di sapere,
     Se la memoria mia in ciò non erra,
148Quanta mi parve allor pensando avere;9
     Nè per la fretta dimandare era oso.
     Nè per me lì potea cosa vedere;
151Unde io m’andava timido e pensoso.

  1. v. 131. C. A. in lui
  2. v. 135. C. A. ti guido.
  3. v. 136. C. A. tutti Deo,
  4. v. 139. C. A. Noi ci stavamo
  5. v. 140. C. A. pria
  6. v. 141. Compièsi; si compiè, come perdèsi Purg. c. xix, v. 122. E.
  7. v. 142. C. A. Noi ripigliammo nostro
  8. v. 145. C. A. cotanta
  9. v. 148. C. A. pareami