Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/509

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fizione poetica, dicendo: Ma perchè lei; cioè ma perchè colei, cioè Lachesis, che diceno li Poeti che è una de le tre Fate che ànno a dispensare la vita umana, et è quella che diceno li Poeti filare; e però dice l’autore: che di’ e notte fila: imperò che de la vita data a l’omo ogni di’ ne va uno di’, e meno è a vivere, Nolli avea; cioè a Dante, ancor tratta; cioè ancora compiuto a trarre: imperò che chi fila, a poco a poco tira giù lo lino o la stoppa tanto, che fa lo filo et a filo a filo tira giù da la rocca tutto lo pennecchio e la roccata la conocchia; cioè quella parte del pennecchio, e de la roccata. Che; cioè la quale parte del pennecchio, Cloto; cioè quella Fata che si chiama Cloto, che àe ad assegnare e ponere a ciascheduno a la vita sua la parte del pennecchio de la vita, che è posta a la sua rocca; e però dice: impone a ciascun; cioè a ciascuno animale, e compila; cioè insieme raccollie che tocca a lui. Fingeno li Poeti che siano tre Fate; cioè Cloto, Lachesis et Antropos 1, che ànno a dispensare tutte le cose che sono in tempo; e l’una, cioè Cloto, diceno tenere la rocca piena di lino, et interpretasi evocazione, perchè chiama la cosa dal non essere ad essere; Lachesis diceno filare; et Antropos diceno che àe a troncare lo filo. E cosi fingeno che, quando l’omo nasce, Cloto assegna e pone a la vita sua quella parte del pennecchio, che vasti a la vita sua, filando ogni di’ Lachesis; e quando è compiuto di filare tutto quello che li è ordinato et assegnato del pennecchio, et Antropos tronca lo filo, e l’omo muore; intendendo per questo li du’ termini de la vita, e lo mezzo; cioè prima la produzione dal non essere all’essere, e questo è lo primo termino 2. E questo significa Cloto, che tiene la rocca et assegna a ciascheduno la sua parte del pennecchio; cioè del tempo: lo pennecchio significa lo tempo, e poi lo mezzo per lo quale dista dall’altro termine, e questo mezzo è dato a Lachesi, che si dice filare: imperò che è estensione dell’essere di di’ in di’, e Lachesis s’interpreta produzione; e l’altro termine si è quando si muore, che si passa dall’essere a non essere, senza ritornare, e questo è dato ad Antropos che significa sensa conversione: imperò che non si ritorna nell’essere di prima. Dei (piali termini debbiamo tenere Iddio esser ordinatore, e così inteseno li savi omini ne la preditta fizione, sì come dice Boezio nel iv libro ne la Filosofica Consolazione: Omnium generatio rerum, cunclusque mutabilium naturarum progressus, et quicquid aliquo movetur modo, causas, ordinem, formas, et divinœ mentis stabilitale sortitur. E però finge l’autore che Virgilio, parlando a Stazio di Dante, volendo dire

  1. Antropos; Atropo. Secondo l’ etimologia l’ n è soperchio; ma dagli antichi era frapposto in alcuni numi propri: Giansone, Ensiona. E.
  2. C. M. termine.