Pagina:Commedia - Purgatorio (Buti).djvu/672

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   662 p u r g a t o r i o

46Vegniati vollia di traerti avanti,1
     Dissi io a lei, verso questa rivera,
     Tanto ch’ io possa intender che tu canti
49Tu mi fai rimembrar dove e qual’ era
     Proserpina nel tempo, che perdette
     La madre lei; ed ella, primavera.
52Come si volge co le piante strette
     A terra, et intra sè, donna che balli,
     E piede inanti piede a pena mette,
55Volsesi ’n su’ vermilli et in su’ gialli
     Fioretti verso me, non altrimenti
     Che virgine che li occhi onesti avvalli;
58E fece i preghi miei esser contenti
     Sè appressando sì, che ’l dolce sono2
     Venia a me coi suoi intendimenti.
61Tosto che fu là dove l’ erbe sono
     Bagnate già dall’ onde del bel fiume,
     Di levar li occhi suoi mi fece dono.
64Non credo che splendesse tanto lume
     Sotto le cillia a Venere trafitta
     Dal fillio, fuor di tutto suo costume.
67Ella ridea dall’ altra ripa dritta
     Trattando più color co le suo mani,3
     Che l’ alta terra senza seme gitta.4
70Tre passi ci facea ’l fiume lontani;
     Ma Ellesponto, dove passò Serse,
     Che ancora affrena tutti orgolli umani,5

  1. v. 46. C. A. di trarreti
  2. v. 59. C. A. Sì appresando sè,
  3. v. 68. C. A. Traendo più
  4. v. 69. C. A. l’ altra terra
  5. v. 72. C. A. Ancora freno a tutti orgogli